La Nuova Ferrara

EMILIA ROMAGNA FESTIVAL 

Musica tra Pomposa e Comacchio «Così riprendiamo i nostri spazi»

Katia Romagnoli
Musica tra Pomposa e Comacchio «Così riprendiamo i nostri spazi»

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Cinquantotto concerti, 29 sedi, 17 città, 423 artisti coinvolti, per un «festival itinerante che sorride in faccia alla crisi». Così ha esordito ieri in videoconferenza il direttore artistico Massimo Mercelli, in occasione della presentazione della XXI edizione di Emilia Romagna Festival, rassegna musicale che toccherà Pomposa, grazie agli spettacoli inseriti nel cartellone “Musica Pomposa”, ma anche Comacchio con una speciale serata jazz. «Le luci della scena si sono accese su tutto il nostro mondo – ha sottolineato Mercelli –; chi ha sofferto tantissimo in questo anno sono stati i giovani e questa è un’importante occasione per riappropriarci di uno spazio che è nostro, mettendo al centro il lavoro di artisti e delle maestranze, autentici custodi di questo mondo». Dopo l’anteprima, venerdì 25 giugno nella Rocca Sforzesca di Imola con il concerto teatrale “La musica è pericolosa” di Nicola Piovani, il testimone passa, la sera dopo, alla 56ª edizione di Musica Pomposa, rassegna organizzata da Emilia Romagna Festival nel cortile dell’Abbazia di Pomposa.

POMPOSA E COMACCHIO

Alle 21.15 si esibirà per una prima assoluta, in collaborazione con il festival di Lubiana, il Coro del Friuli Venezia Giulia con musiche di Bach, Mendelssohn e Carrara. Venerdì 9 luglio, sempre alle ore 21.15, nella medesima suggestiva cornice tardo-medievale, Giovanni Umberto Battel si esibierà al pianoforte con musiche di Debussy e Ravel, ne La suite e il Valzer. Si passa poi al 20 luglio con la giovane orchestra Toscanini Next che, sempre nel cortile abbaziale di Pomposa, porterà in scena “Viva la vida”, musiche di coldplay, per un omaggio a Gershwin, Ellington, Sivilotti, Bregovic, Piazzolla e naturalmente a Milva. Un doppio appuntamento accoglierà turisti ed appassionati di lirica a Pomposa, rispettivamente il 29 luglio, per l’esecuzione dei Carmina Burana, ad opera dell’orchestra Corelli di Ravenna, concerto organizzato dalla Scuola civica di musica di Comacchio ed il 30 luglio con “La somma sapienza e’l primo amore”, con brani della Divina Commedia interpretati di Pamela Villoresi e Marco Scolastra, quale omaggio al Sommo Poeta, a 700 anni dalla morte. «È un onore ospitare anche quest’anno 6 concerti di Emilia Romagna Festival – ha commentato il sindaco di Codigoro, Sabina Alice Zanardi –, in uno scenario unico, dove il monaco Guido, attorno all’anno Mille inventò la notazione musicale. La musica è la nostra espressione più alta, che testimonia la nostra resilienza nei momenti duri di questa pandemia». L’assessore regionale alla cultura Mauro Felicori ha plaudito «al dinamismo tipicamente romagnolo di Emilia Romagna Festival» che, il 22 agosto, con Noa e Gil Dor farà tappa a Comacchio, per un concerto, Afterallogy, in chiave jazz. —

Katia Romagnoli

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