“Nine” debutta all’Abbado nel segno di Fellini: «Io e Guido spiriti affini alle prese con la vita»
Venerdì 4 e sabato 5 giugno va in scena la co-produzione della Fondazione Teatro Comunale di Ferrara. Le musiche saranno eseguite dal vivo
L’INTERVISTA
Samuele Govoni
Arriva un momento nella vita in cui si tirano un po’ le somme di quanto fatto fino a quel momento. Successi e fallimenti, aspirazioni e delusioni. Per Guido Contini, protagonista di “8½” di Federico Fellini, il momento è quello che precede la realizzazione del nuovo film. Dall’opera cinematografica prende le mosse “Nine”, musical che venerdì e sabato andrà in scena al Teatro Comunale Abbado di Ferrara (corso Martiri della Libertà, 5).
Sarà un debutto a livello nazionale, per la prima volta “Nine” arriva in Italia. Si tratta di una co-produzione Bsmt Productions, Fondazione I Teatri, Fondazione Ravenna Manifestazioni in collaborazione con la Fondazione Teatro Comunale di Ferrara. Saverio Marconi, che lo aveva già diretto con successo a Parigi nel 1997, firma la regia. A indossare i panni del protagonista è Filippo Strocchi, attore e performer che da anni si divide tra l’Italia e la Germania. È proprio lui che, a pochi giorni dal debutto ferrarese, racconta questo viaggio nel mondo di Guido e il ritorno sulla scena dopo il Covid.
Lei veste i panni di un uomo alle prese con guerre interiori e spettri del passato. Com’è interpretare Guido?
«Ho trovato grande affinità con lui. Forse è anche per questo che sono stato scelto. La componente artistica è certo importante ma credo che qui giochi un ruolo fondamentale anche la sfera emotiva. In qualche modo mi riconosco in lui, anche io mi sono trovato e mi trovo a fare i conti con quello che sono e quello che sono stato. Guido è a un punto di svolta della sua vita, bloccato tra un passato ingombrante e un futuro incerto, deve fare ordine. Un ruolo così emotivo non mi era mai capitato».
Conosceva “8½”? L’ha rivisto per l’occasione?
«L’avevo visto anni fa e sì, l’ho rivisto prima di iniziare a lavorare al musical. Ovviamente lo spettacolo è molto diverso dal film. Il monologo di Guido però è rimasto invariato. Ad un certo punto il personaggio capisce, realizza ciò che è diventato e da voce a quei pensieri. Fare mie quelle parole non è stato facile, anzi, è stata una vera e propria sfida. Ammiro Marcello Mastroianni ma non mi sono ispirato a lui, ho cercato la mia strada».
Nell’ultimo decennio il musical ha preso piede anche in Italia, ha notato una maggiore apertura nei confronti del genere?
«Da un lato è una conquista, dall’altro devo dire che come Paese siamo ancora indietro. Il pubblico cresce, apprezza questa forma di spettacolo e di questo sono entusiasta. Lo Stato però non ha ancora occhi per la nostra categoria e quindi, da un punto di vista economico per esempio, c’è ancora molto da fare. Ho lavorato in Inghilterra, Svizzera e Austria. Da anni lavoro in Germania e lì gli attori hanno tutele e garanzie che qui in Italia non abbiamo. In questi mesi difficili gli attori hanno potuto contare su un’attenzione che qui è mancata».
Com’è stato tornare in scena? Che effetto le ha fatto?
«Una boccata d’ossigeno. Aria fresca. Noi viviamo di questo, del rapporto con il pubblico, delle sensazioni che si provano sul palcoscenico; emozioni che ci sono mancate tanto. Dall’inizio delle prove alla fine di una tournée, breve o lunga che sia, siamo legati da un’energia unica. In questi mesi tutto questo è mancato e non è stato facile. Ora sono davvero felice».
È stato difficile ritrovare un contatto dopo mesi di distanziamento sociale? C’è stato imbarazzo?
«Al contrario, c’è più imbarazzo nel fare le cose seguendo, come è giusto che sia, le norme anti Covid. Inizialmente doveva essere uno spettacolo molto più “fisico” ed è stato rivisto. Ma se questo cambio di rotta è stato complicato da un lato, dall’altro è stato anche stimolante. Riuscire a trasmettere sensazioni ed emozioni anche a distanza è certo un traguardo importante».
Per la prima volta “Nine” arriva in Italia. Che effetto le fa?
«È una grandissima emozione. Non solo sarà il mio debutto sul palco del Teatro Comunale di Ferrara ma sarà anche la prima nazionale di questa produzione. “Nine” arriva per la prima volta in Italia con noi ed è un onore ma anche un onere, è una gioia e una bella responsabilità. A ottobre il musical farà tappa a Rimini, terra di Federico Fellini. Sono entusiasta, sarà fantastico».
Le musiche saranno eseguite tutte dal vivo. I due spettacoli inizieranno alle 20.30. Posti ridotti e distanziati, biglietti da 15 a 20 euro. Per info: 0532.218311, biglietteria@teatrocomunaleferrara.it. —
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