Atmosfere noir anni ’40 ne “L’inganno” di Puglia
Si intitola “L’inganno” il cortometraggio di Gianluca Puglia, che lega passato e futuro. Il regista, cilentino d’origine e ferrarese d’adozione, racconta: «Sono nato a Modena e cresciuto in provincia di Sanerno, nel cuore del Cilento, e poi sono andato a Bologna». Poi prosegue: «A 19 anni dopo il diploma mi sono iscritto al Dams e gli studi hanno consolidato l’amore per il cinema». “L’Inganno” è il prequel di una storia più grande scritta in precedenza che però - almeno per ora - è rimasta nel cassetto. Puglia ha così deciso di creare un racconto che mettesse le basi a quello che poi sarà un po’ il suo immaginario per questo progetto. È una storia dall’aria noir, con un piccolo tocco di fantascienza. «Ho cercato di ricreare grazie al bianco e nero lo stile noir degli anni Quaranta e Cinquanta, aggiungendo dettagli come musiche e movimenti di macchina che richiamano più il cinema moderno. Ovviamente - spiega il regista - non ho fatto tutto da solo, devo ringraziare i miei collaboratori che mi hanno aiutato con le riprese, Lorenzo Salucci e Ale Brighi, mentre Costanza Rovetta e soprattutto Nicola Stifano che ha curato tutto il sound design e le musiche del corto e per finire Alessandro Galdieri che ha creato appositamente l’unica traccia del corto, dai toni elettronici e richiamando quello che è l’immaginario cyberpunk». —
A. J. P.
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