La Nuova Ferrara

Pasetti e quegli “Amori sulle dita di una mano” Cinque storie di donne tra poesia e nostalgia

Gian Pietro Zerbini
Pasetti e quegli “Amori sulle dita di una mano” Cinque storie di donne tra poesia e nostalgia

È uscito il romanzo opera prima del giornalista ferrarese Racconti sentimentali con un elogio all’universo femminile 

2 MINUTI DI LETTURA







Cinque ragazze per me posson bastare? Per Alessandro Pasetti è il numero giusto, dimezzando in pratica i canoni cantati da Lucio Battisti e proviamo a spiegarne il perché. Per lui gli amori si contano infatti sulle dita di una mano. Sono cinque come le donne protagoniste del suo libro d’esordio, che esce in questi giorni edito da “Albatros”, con prefazioni di Barbara Alberti e Roberto Pazzi.

È giusto chiarire fin dall’inizio a scanso di equivoci, non è un libro machista dove l’io narrante del racconto, guarda caso un giornalista professionista come l’autore, decanta e si compiace dei suoi amori con il vanto del conquistatore sciupafemmine. Assolutamente no. Anzi, è un omaggio alle donne, alla loro forza, alla loro bellezza che sa essere intrigante nel senso positivo del termine. Quel fascino che lascia il segno e spesso fa capire su moltissimi ambiti la netta superiorità dell’universo femminile. Cinque storie diverse, dedicate ognuna a una donna che fa palpitare per diverse e talora curiose circostanze del destino, il protagonista.

Cinque donne diverse

La commerciante Paola, la modella Alina, la dj Sara, l’avvocato Giulia e l’insegnante Francesca, cinque figure femminili diversissime tra loro, che lasciano un segno indelebile nella memoria. Fra amori impossibili, caduti nel vuoto, in questo ambito la citazione del ritornello della canzone di Fabrizio De Andrè, “Amore che vieni amore che vai” e quanto mai illuminante, il racconto fila con un denominatore che tiene unito tutto l’impianto narrativo, un lungo omaggio al fascino femminile con un stile che abbraccia sfumature romantiche. Scritto durante il lockdown nella primavera 2020, Pasetti ha avuto in quei lunghi giorni la forza di riavvolgere la memoria dei ricordi e tra esperienze veramente vissute, condite con la fantasia del romanziere, ha confezionato quest’opera letteraria.

Tributo ferrarese

C’è anche un grande omaggio a Ferrara e al suo territorio, da Stellata a Comacchio, passando per la sua Codigoro, patria adottiva, dove Pasetti non perde il suo originario spirito divulgativo e investigativo da giornalista.

Ma Pasetti resta anche un poeta, con un uso calibrato delle parole e dei suoi significati, descrivendo l’amore con delicatezza che lo rende più simile a un’ispirazione di Pablo Neruda o una pensata di Paulo Coelho, anche se nell’anima a volte si scorge una sorta di nostalgia canaglia per la gioventù passata.

Voltandosi indietro, in un’età molto matura ma non ancora anziana, si riscoprono rimembranze leopardiane. Un velo pessimista, sui giorni che passano inesorabili e che vengono tolti alla vita, che viene comunque stemperato dalla consapevolezza che saranno le donne a salvare il mondo con il loro amore. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google