O.P. Park, passo indietro L’associazione non cede agli atti di intimidazione
Tenuta la gestione fino al 2022: l’idea è di creare un club E si lavora a un progetto di recupero anche per Ferrara
Passo indietro di Devis Vezzaro, responsabile dell’associazione I Luoghi dell’abbandono, che alla fine del mese di maggio aveva annunciato la rinuncia alla gestione dell’ex ospedale psichiatrico di Rovigo (a Granzette), parco compreso. Il 2 giugno sarebbe dovuto essere l’ultimo giorno di apertura di questo luogo di proprietà dell’Ulss 5 Polesana, affidato in gestione fino a dicembre 2022 ai Luoghi dell’Abbandono. L’associazione gestisce diversi luoghi, tra cui appunto il parco e alcuni padiglioni dell’ex manicomio. L’ennesimo atto intimidatorio (il rogo di alcune rotoballe del parco, dove vivono numerosi animali) aveva spinto Vezzaro a gettare la spugna, «hanno vinto loro» aveva raccontato anche alla Nuova Ferrara che ha avviato da alcuni mesi una collaborazione con l’associazione per dare visibilità ai tanti luoghi abbandonati anche nella nostra provincia.
Invece, il successo dell’ultima apertura e l’invito delle tante famiglie rodigine a non mollare hanno spinto Vezzaro a cambiare idea. «Intanto, abbiamo deciso di potenziare la videosorveglianza – racconta – e di consegnare le chiavi del parco a tutti coloro si registreranno e ne faranno richiesta. Ogni nucleo famigliare sarà assicurato e godrà di accesso autonomo quando vorrà. Sia per fare un pic-nic al parco, che per una festa di compleanno, piuttosto che per salutare gli animali presenti (il parco esterno è di circa 22 ettari e sono presenti una cinquantina di animali, fra cavallo, oche, tartarughe e caprette). Confidiamo di trovare una soluzione assicurativa per le famiglie sui 20-30 euro annui così da consentire a tutti l’accesso».
L’idea di Vezzaro è quella di lanciare un’affiliazione al “family club” dell’O.P. Park (il nome del parco dell’ex ospedale) e comunque di garantire le aperture mensili al pubblico, come previsto dal bando di gestione. E la prima riapertura potrebbe essere già domenica 20 giugno, tra la gioia dei frequentatori abituali e i mal di pancia dei detrattori. «Hanno provato in tutti i modi a mandarci via e ci erano quasi riusciti. Tutti i giorni personale dell’Ulss accede al sito, la cui sicurezza è garantita. E sono in programma i lavori di ambientalizzazione dell’intera area, ma se ne riparlerà più avanti».
Intanto, Vezzaro sta lavorando a un progetto di rilancio di un luogo abbandonato anche a Ferrara, ma se ne sarà qualcosa di più nei prossimi mesi. —
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