Massimo Volume a Parco Massari «Sarà un viaggio lungo trent’anni»
Questa sera a Ferrara Sotto le Stelle anche i Soviet Soviet Clementi e l’ultimo concerto: felici di chiudere qui il tour
L’INTERVISTA
Massimo Volume e Soviet Soviet dalle 21 sul palco di Ferrara Sotto le Stelle. Questa sera a Parco Massari protagonista la band guidata da Emidio Clementi. Il frontman racconta alla Nuova Ferrara il concerto di oggi, passando per i mesi passati e i trent’anni di carriera.
Unica data estiva, che serata sarà?
«Sarà un concerto in cui troveranno spazio sia i brani de “Il nuotatore”, il nostro ultimo album, sia brani del passato. Trent’anni di carriera sono tanti ed è bello lasciare spazio anche al repertorio più vecchio. Questa data sarà l’ultima di un tour iniziato un anno e mezzo fa e portato avanti con fatica tra le complicazioni e gli stop dettati dalla pandemia. Siamo felici di finire qui, sul palco di Ferrara Sotto le Stelle: festival prestigioso e di lunga data».
Sono passati trent’anni dal vostro esordio. Come si sente?
«Trent’anni… è una distanza maggiore di quella intercorsa tra le origini del rock’n’roll e della new wave. Visto da fuori fa un certo effetto ma viverli è stato diverso. La poetica è rimasta invariata e forse anche il fatto di aver lasciato passare diversi anni tra un album e l’altro ci ha aiutati a non ripeterci. Fare un disco sull’oggi non è mai facile, ci abbiamo sempre provato perché siamo sempre stati curiosi di ciò che ci circonda. Siamo diventati meno ruvidi ma siamo sempre noi».
Come ha vissuto i mesi passati?
«Quando il mondo si è bloccato ero in ritardo con un po’ di scadenze e ho pensato che mi sarei potuto riposare un po’, poi ho iniziato a patire. Come tutti ho sperato che quei mesi finissero presto. Non sono ancora riuscito a dare una lettura di quello che è stato ma oggi faccio più attenzione a quello che prima davo per scontato. Anche un paesaggio visto dal finestrino di un furgone ha acquisito un altro valore».
Musica e letteratura si sono intrecciate o restano per lei strade separate?
«Sono scritture diverse. Per una canzone mi appoggio alla musica, le note mi aiutano a trovare l’atmosfera. Quando lavoro a un racconto o a un romanzo mi trovo solo davanti alla pagina bianca, devo trovare il mio ritmo». —
Samuele Govoni
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