Sgarbi su Caravaggio «Nessuno più di lui sa essere vicino alle nostre emozioni»
Il critico narra la riscoperta dell’artista dal 1951 ad oggi Il volume prende le mosse dall’apparizione di Madrid
Vittorio Sgarbi torna in libreria con una doppia pubblicazione dedicata a Caravaggio. Si tratta di “Ecce Caravaggio. Da Roberto Longhi a oggi” (20 euro) e “Caravaggio. Il punto di vista del cavallo” (19 euro), entrambi editi da La nave di Teseo. Il primo volume è una novità assoluta mentre il secondo è una nuova edizione ampliata e aggiornata del libro uscito l’anno scorso.
LA NOVITà
“Ecce Caravaggio” prende le mosse dall’apparizione dell’Ecce Homo a Madrid, l’opera che stava per andare all’asta per poche migliaia di euro e che poi si è scoperto essere un quadro di Caravaggio dal valore inestimabile. Non capitava da tempo che un dipinto mettesse d’accordo gli studiosi, imponendosi con una evidenza inequivocabile, e questo fa riflettere su ciò che resta, allo stato degli studi, a partire dalla mostra di Caravaggio curata da Roberto Longhi a Palazzo Reale di Milano nel 1951, vero atto di rinascita di Caravaggio dopo una damnatio memoriae durata circa tre secoli. Il libro di Sgarbi non solo dà conto, per la prima volta, in modo sistematico, documentato e con un ricco apparato iconografico, dell’ultimo straordinario ritrovamento caravaggesco, ma è anche l’occasione per cimentarsi in un viaggio avventuroso e entusiasmante attraverso i labirinti, le rivalità e le furbizie che hanno accompagnato la riscoperta di Caravaggio, a partire da quel fatidico 1951, settanta anni fa esatti.
LA RISTAMPA
Nel volume che torna in libreria in versione ampliata e aggiornata il critico di Ro, e presidente di Ferrara Arte, ripercorre la carriera di Michelangelo Merisi, dalla prima formazione al trasferimento a Roma, ai dipinti per collezionisti privati e committenti religiosi, ai tanti problemi con la giustizia e alla nascita di capolavori assoluti, che erano tali allora perché sapevano raccontare il sacro in maniera radicalmente diversa dalla tradizione, e che sono tali ancora oggi perché quel modo di raccontare è in realtà molto affine al nostro. «Ogni secolo sceglie i propri artisti. Questo - aveva spiegato Sgarbi - garantisce un’attualizzazione, un’interpretazione di artisti che non sono più del Quattrocento, del Cinquecento e del Seicento ma appartengono al tempo che li capisce, che li interpreta, che li sente contemporanei. Tra questi, nessuno è più vicino a noi, alle nostre paure, ai nostri stupori, alle nostre emozioni, di quanto non sia Caravaggio». Al celebre artista il critico aveva anche dedicato uno spettacolo teatrale di successo con decine di repliche in tutta Italia. —
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