Toschi, una vita tra libri e scalate «Sulle Alpi vivo emozioni vere»
Oggi la scrittrice racconta l’amore per la montagna ad Autori a Corte
IL COLLOQUIO
Eva Toschi, scrittrice e appassionata di montagna, è la protagonista odierna di Autori a Corte. Alle 18.30 al chiostro Santo Spirito di Ferrara presenta “Per la mia strada. Partire e rinascere in montagna” (ed. HarperCollins).
Da una laurea in giurisprudenza a un percorso ramingo nelle Alpi.
«Io sono d’indole disposta al cambiamento. Trovare radici è una questione di stati d’animo e di benessere, che sia in Maurone (il suo furgone; ndr), in una baita o a tu per tu con una falesia. Lo stesso camper cui sono affezionata è solo un mezzo; separarmene sarà parte di un processo per lasciare andare il superfluo».
Il vuoto è «un equilibrio sopra la follia»?
«Il vuoto è l’apatia, le gabbie imposte dal contesto sociale di nascita. A volte è necessario buttarsi prima di avere la consapevolezza che quella sia la strada giusta anche se irta di difficoltà, che ci fa raggiungere una vetta, pure se provvisoria. Anche in questo la montagna è maestra: a lei devo l’attrazione verso l’alto, la spinta propulsiva a dare il meglio, la sensazione di tornare a casa, che sia in arrampicata o sugli sci. Qui vivo emozioni vere».
Cosa le piace?
«Tornare ai bisogni semplici, al valore reale delle cose, prive di sovrastrutture artefatte. La montagna è magnetica nella sua essenza, dove l’unico luccichio è quello della neve. Una volta sulla cima contemplo l’infinito poi me ne vado».
Com’è nato il romanzo e quali sono i suoi autori di riferimento?
«Scrivevo racconti brevi e il libro è stato un’evoluzione naturale. Mi piacciono Philip Roth, che scrive con la carne e con il sangue, e Margaret Atwood, essenziale e senza scusanti. Io sono cruda e diretta, mi piace affrontare anche emozioni di cui ci si vergogna».
Prossime imprese?
«Sto programmando la parete sud della Marmolada; la salita sul Pizzo Badile, sullo spigolo nord, il sogno di pietra per ogni alpinista. Poi il Bernina (Piz) Biancograt, la cresta più elegante delle Alpi». —
Giorgia Pizzirani
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