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LO SPETTACOLO 

Ironia pungente a Occhiobello In scena arriva “Stasera ovulo”

Ironia pungente a Occhiobello In scena arriva “Stasera ovulo”

Il travaglio di una donna che vuole diventare madre racchiuso in un monologo L’autrice: «Dalla mia esperienza è nata una riflessione sulla maternità»

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Antonella Questa fa tappa a Occhiobello. Oggi alle 21.15 in piazza Matteotti va in scena “Stasera ovulo”, spettacolo diretto da Virginia Martini e tratto dal testo di Carlotta Clerici. La pièce racconta con ironia e pungente sarcasmo il percorso di una donna che vuole diventare madre. L’appuntamento di oggi rientra all’interno della rassegna teatrale organizzata dal Comune di Occhiobello in collaborazione con Arkadiis e il patrocinio della Regione Veneto. Nel 2009 al Premio Calandra “Stasera ovulo” fu eletto miglior spettacolo e Questa miglior interprete.

LA VICENDA

La protagonista della commedia arriva alla risposta attraverso una strada tortuosa, fatta di tentativi, fallimenti, esami medici, cure pesanti, punteggiata dai consigli di parenti e amici, da critiche più o meno velate. E sarà proprio questa raggiunta consapevolezza a regalare al pubblico un finale commovente e inaspettato. Con “Stasera ovulo” ogni cosa cerca armonia in modo da poter tradurre un tema tanto toccante – il desiderio crescente, ossessivo di maternità – in una costruzione teatrale attraversata da un’ilarità feroce e commovente, creando tutto un mondo di relazioni fortemente caratterizzate, per il personaggio della protagonista e per Luca, il compagno solidale e a tratti motivatamente insofferente, e per colleghe, cugine, amiche, moltiplicando punti di vista, opinioni, consigli. «Anna è una donna moderna, libera, indipendente – racconta Carlotta Clerici autrice del testo – a trentacinque anni è innamorata dell’uomo con cui vive, e insieme decidono di avere un bambino. Non ci riescono. Anna ci trascina nel suo percorso di aspirante madre. Dalla delusione alla speranza, alla presa di coscienza… “Stasera ovulo” è nato dalla mia esperienza di donna sterile. Con la distanza necessaria a farne un testo teatrale, e attraverso un personaggio di pura fantasia, il monologo ne ripercorre le tappe. Il desiderio di maternità costantemente frustrato, l’accanimento terapeutico e – soprattutto – lo sguardo degli altri, delle persone “normali”».

LA RIFLESSIONE

«La donna sterile - dice l’autrice - è ancora oggi, nel XXI secolo, in Occidente, messa al bando dalla società. Questa constatazione ha lanciato una riflessione sul ruolo della donna e della maternità in una società piena di contraddizioni e sul ruolo estremamente ambiguo della procreazione assistita dal punto di vista medico. Ho scelto di ripercorrere l’itinerario in presa diretta, attraverso lo sguardo di una donna che non ha ancora riflettuto a tutto questo, mentre decide di fare un bambino».

Ingresso allo spettacolo su prenotazione. Posto unico, 2 euro. Per informazioni e prenotazioni: www.teatrocomunaleocchiobello.it, 388.5863281.

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