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stasera L’EVENTO 

Madame Butterfly, un dramma attuale nell’antichità di Roma

Madame Butterfly, un dramma attuale nell’antichità di Roma

Al Circo Massimo l’opera pucciniana diretta da Renzetti «Puccini è la mia passione, ma all’aperto non sarà facile»

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ROMA. La musica di Giacomo Puccini, la location unica al mondo del Circo Massimo: un’unione che promette di segnare un momento davvero unico: stasera arriva la Butterfly con la direzione di Donato Renzetti. «È un' opera molto intima ed è anche molto attuale, la donna che viene tradita o che si suicida per amore c'è anche oggi. Non è mai antica o datata. Grande interiorità, romanticismo e passione, questo è l'elemento principale di Madama Butterfly», spiega Renzetti, che sarà impegnato poi per quattro repliche nella stagione estiva del Teatro dell'Opera di Roma con la regia di Alex Ollé, il soprano Corinne Winters e il tenore Saimir Pirgu. «Sono molto affezionato a Madama Butterfly - dice renzetti – è la prima opera che vidi da bambino e rimasi folgorato da Puccini. È un lavoro pieno di sentimento». Renzetti ha già diretto la Tosca qualche anni fa.

Stavolta però lo scenario sarà il valore aggiunto. «Lavorare all'aperto comporta una serie di difficoltà – spiega Renzetti – cambiano le distanze e altri aspetti tecnici». La ripresa degli spettacoli dal vivo con il pubblico dopo il lungo blocco lascia sperare in un ritorno alla normalità? «Sono ottimista – risponde - ma non sono mai stato ottimista sulla cultura italiana. In questo nostro mondo stiamo diventando sempre più americani. Abbiamo l'eccellenza italiana di singoli personaggi straordinari in tutti campi, ma occorre più aiuto per la cultura, soprattutto nelle scuole, per far conoscere il nostro patrimonio». C'è tanto lavoro da fare per i giovani. «Non so se oggi i ragazzi sappiano cos'è un'Aida o chi è Verdi - dice - . Basterebbe una lezione ogni settimana o due sulla vita dei nostri grandi compositori e poi fargli sentire qualcosa. Negli altri paesi, ad esempio in Germania e Inghilterra, i giovani conoscono i loro grandi autori, poi magari scelgono la musica metal. Da noi no. E questa è la cosa più grave. Insegno da molti anni e vedo che c'è una generazione meravigliosa di ragazzi che vuole apprendere, ma se non c'è la scuola e la cultura un paese non ha futuro». L'estate della ripartenza lo vede impegnato su molti fronti, dall'insegnamento a cui si dedica da decenni («Posso dire che il 90 per cento dei direttori in circolazione, alcuni dei quali con grandi carriere, sono stati miei allievi», rimarca con soddisfazione) alle registrazioni e ai concerti con la sua orchestra Filarmonica Gioacchino Rossini, di cui va molto fiero, in vista dell'appuntamento del prossimo novembre a Genova quando inaugurerà la stagione del Teatro Carlo Felice con un'opera di Bellini. —

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