Pareschi, dal cinema ai Buskers L’artista firmerà la locandina
Illustratrice e art director ferrarese insegna a Roma e Genova Da dieci anni si dedica all’illustrazione, torna a casa per il festival
IL COLLOQUIO
Daniela Pareschi, artista di origini ferraresi, “torna a casa” per il Ferrara Buskers Festival. Sarà lei a realizzare la locandina ufficiale della 34ª edizione della rassegna. Pareschi insegna bozzetto al Centro sperimentale di cinematografia di Roma, fumetto e illustrazione alla Scuola internazionale del fumetto di Genova. Le sue opere sono state esposte in mostre collettive e personali, ha ricevuto il premio Pitti Uomo al Children’s Book Fair di Bologna (2018) e creato il Calendario Città del Sole (2016) e il Calendario dell’Avvento (2020). Intensa anche la sua attività nel mondo del cinema, del teatro e della televisione dove realizza scenografie in qualità di art director.
Pareschi, il suo è un percorso artistico a 360 gradi?
«Direi di sì, la scenografia mi ha permesso di sperimentare e affinare le mie velleità artistiche. Negli ultimi dieci anni mi sono dedicata interamente all’illustrazione, perché è libera: traspongo su carta un mondo che immagino, con il coraggio di seguire la mia visione della realtà».
Progetti attuali?
«Sto lavorando all’Ultima Cena, opera corale della serie “Supereroi in crisi”: 12 iconici eroi dei fumetti che riscopro in momenti di tragicomico candore: il pediluvio di Capitan America, Goldrake sulle automobiline giocattolo, Jeeg Robot intenditore di vino...».
Di cosa si tratta?
«Il supereroe siamo noi in momenti imbarazzanti, mondi sommersi in cerca di una boa, di un appiglio».
E l’animazione?
«Sto lavorando a “Becco di rame”, lungometraggio per la regia di Candriago (co-produzione Idea Cinema di Saraceni e casa Movimenti) in cui sono art director. Tratto dalla storia vera dell’oca Ottorino raccontata da Briganti, è stato presentato al Cartoon Movie di Bordeaux».
Per non farsi mancare niente c’è poi l’architettura.
«Collaboro con studi di progettazione, unendo capacità illustrativa a necessità di resa architettonica bidimensionale: rendering che sezionano lo spazio sono impreziositi dal disegno puro. Il processo cognitivo alla base dell’arte, il linguaggio in cui mi esprimo è lo sketchbook, che non può essere sostituito da una macchina». —
Giorgia Pizzirani
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