Sani, Quarzi e il cinema a servizio della storia
Sono passati tre anni dalla morte di Massimo Sani, regista, sceneggiatore, documentarista e storico nato il 21 agosto 1929 a Ferrara. Nel 2016 Sani scelse di donare i suoi materiali (documenti, soggetti sceneggiature, articoli, fotografie, tutti i suoi film in digitale) all’Istituto di storia contemporanea di Ferrara che ha dato poi vita al fondo “Massimo San”, curato da Massimo Marchetti. «Un patrimonio in cui si intersecano cultura cinematografica e televisiva e giornalistica. Un luogo - sottolinea Anna Maria Quarzi, presidente di Isco - aperto a storici, studenti e a tutti coloro che vogliono conoscere, studiare e approfondire».
Poi, aggiunge: «Colto, entusiasta, ricco di umanità ci ha lasciato lavori di grande spessore e impegno come “L’Italia in guerra” (1983), “Prigionieri” (’87), “Quell’Italia del ’43” (’93) e “Roma 1944: l’eccidio alle Cave Ardeatine” (’94). Possiamo senza dubbio affermare - conclude Quarzi -, che Sani fa parte della storia italiana del cinema ed è stato un indiscutibile rappresentante della cinematografia ferrarese». —
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