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LA DIVINA COMMEDIA 

Scardino, Dante e Manfredini Le illustrazioni dell’artista donate al Comune di Ferrara

Scardino, Dante e Manfredini Le illustrazioni dell’artista donate al Comune di Ferrara

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Le tracce del “Dante” ferrarese sono al centro della donazione dello storico dell’arte Lucio Scardino al Comune di Ferrara. Scardino ha donato due opere di ispirazione dantesca e un volume storico della Divina Commedia che entreranno a far parte delle raccolte museali cittadine e della Biblioteca delle Gallerie d’arte moderna e contemporanea, come deliberato oggi dalla giunta. Si tratta di un disegno a matita su carta di Pier Augusto Tagliaferri, dal titolo “Dante e Virgilio tra i dannati” e un testo della Divina Commedia del 1908 illustrato e “volgarizzato” per l’editore Nerbini da un autore ferrarese apprezzato anche all’estero ma la cui storia e il suo percorso (spezzato da morte prematura) sono ancora circondati da molti misteri, Manfredo Manfredini.

LA DONAZIONE

Proprio a questo riguardo il professor Scardino, in un percorso di ricerca, studio e divulgazione dell’opera e della vita di questo artista ferrarese, gli dedicherà un catalogo e una mostra aperta nel Salone del Plebiscito del palazzo Municipale, dal 22 settembre di quest’anno. «Con questo lavoro ci candidiamo non solo a riscoprire un autore ferrarese molto interessante, ma anche a rilanciare il protagonismo di Ferrara nell’ambito delle celebrazioni dantesche – ha detto l’assessore Marco Gulinelli – Grazie al professor Scardino per l’importante contributo che sta dando per la riscoperta del mito di Dante a Ferrara tra ’800 e ’900». Completa il quadro delle donazioni di Scardino – del valore stimato di circa 2.300 euro – una serigrafia di Michele Sposito dal titolo “Caduta di Fetonte”, mito più volte ricordato da Dante.

CONTESTO ONIRICO

«Ho ritenuto di donare la Divina Commedia a firma di Manfredo Manfredini al Comune trattandosi di un libro d’artista – spiega Scardino –. Manfredini ha illustrato parte della Divina Commedia prima della morte, avvenuta prematuramente e in circostanze drammatiche, nel 1907 e ne ha riassunto, in prosa, tutti i canti». «Il disegno di Tagliaferri ha i segni grafici che lo avvicinano al modulo espressivo dello stesso Manfredini. L’originale che ora è nella disponibilità del Comune molto gli si avvicina e si inserisce, in egual modo, in un analogo contesto onirico e decadente. Ricordo inoltre che Tagliaferri, nato a Porotto nel 1872 e morto suicida nel 1909, ha anche affrescato Dante nel palazzo di Renata di Francia, nel rettorato dell’università».

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