La Nuova Ferrara

LA COMMEMORAZIONE 

Domani mattina cerimonia in Certosa per ricordare l’eccidio dell’agosto 1944

Domani mattina cerimonia in Certosa per ricordare l’eccidio dell’agosto 1944

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Quello che accadde alla Certosa di Ferrara nelle notti tra l’11 e il 20 agosto del 1944 rimane una pagina nera della storia ferrarese. Questo eccidio rappresentò -come spesso accadeva a quei tempi - una rappresaglia nei confronti di nove cittadini innocenti che furono giustiziati, dopo atroci torture, davanti al muretto della Certosa. La moderna storiografia giustamente cerca di analizzare i fatti legati a questi accadimenti storici, questi tragici avvenimenti storici, nel contesto della più ampia questione del fascismo ferrarese (Corner, Roveri, Guarneri). Per questo motivo, la drammatica vicenda dei fatti accaduti alla Certosa assume non solo un ruolo fondamentale nella conservazione della memoria, ma anche nel restituire queste vicende all’interno di una visione dei flussi storici a 360º.

IL RICORDO

Domani alle 9.30 alla Certosa è in programma una celebrazione commemorativa organizzata da Assoarma Ferrara, la nuova forza associativa che «unisce in un solo legame, la nostra Storia, quella del rispetto e dell’onore alla nostra appartenenza; una struttura che raccoglie le associazioni d’Arma in un unico contesto di idee e progetti rivolti alla nostra città». Il presidente è Raffaele Ghelfi, suo vice Riccardo Modestino.

Nelle sue tesi di filosofia della storia il grande studioso tedesco Walter Benjamin, propose una visione dell'indagine del passato dove si affacciava un punto di vista caro alla tradizione ebraica. Lo riassumeva commentando un disegno di Pauil Klee – Angelus Novus che spiega le ali verso il futuro ma tiene lo sguardo voltato verso le proprie spalle. E Benjamin commentò l'immagine così: “Il vento della storia gonfia quelle ali ma lo sguardo si volge verso il passato per ritrovare il legame con le attese di coloro di cui siamo il futuro. Il mondo che abbiamo avuto in eredità dai nastri padri non è infatti l’esito dell’impegno di poche anime elette, ma è il risultato della tenace consapevolezza di comuni cittadini la cui esistenza era lontana dagli ideali di libertà. Se la memoria deve diventare anche narrazione, quest'ultima deve ricercare una ‘verità storica’ condivisa, allo scopo di rendere visibili le radici democratiche della nostra società e della nostra esistenza come persone e cittadini che operano in un contesto di una comunità riflessiva, che crede nel principio ‘speranza’ (Bloch), attenta nella difesa dei valori fondanti la nostra attuale democrazia” .

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