La Nuova Ferrara

dal 21 agosto 

Il mondo familiare di Dante nella mostra che si apre a Ravenna

Il mondo familiare di Dante nella mostra che si apre a Ravenna

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RAVENNA. Si intitola «In su ‘l lito di Chiassi. Tesori danteschi nelle biblioteche e negli archivi di Ravenna» la mostra che si inaugura il 21 agosto, per proseguire fino al prossimo 6 novembre presso la Biblioteca Classense / Corridoio Grande a Ravenna. L’esposizione, patrocinata dal Ministero della Cultura e dal Comitato Nazionale per le celebrazioni dei 700 anni della morte di Dante, si inserisce nel progetto della Regione “Dante e la Divina Commedia in Emilia-Romagna”. Un percorso espositivo diffuso che intende valorizzare il patrimonio dantesco di 14 biblioteche e archivi storici del territorio “tra ’l Po e ’l monte e la marina e ’l Reno”, come il Poeta stesso, nel XIV canto del Purgatorio, definisce l’odierna Emilia-Romagna, terra che si può ritenere a tutti gli effetti la sua seconda patria e nella quale soggiornò a più riprese trascorrendovi gli ultimi anni della sua sofferta esistenza.

Il percorso proposto dalla Biblioteca Classense offre da una parte l’opportunità di avvicinarsi a testimonianze documentarie medievali connesse agli anni ravennati di Dante e dall’altra scandisce le tappe della ricezione della Commedia, dalla seconda metà del XIV alla fine del XV secolo, attraverso le testimonianze manoscritte e a stampa che fanno parte del ricco patrimonio dantesco della biblioteca e anche grazie alla biblioteca “F. Trisi” di Lugo che presta la prima rara edizione del De Monarchia.

La collaborazione dell’Archivio di Stato, dell’Archivio Storico diocesano e dell’Archivio Storico Comunale di Ravenna ha permesso la presenza in mostra di documenti che restituiscono frammenti di storia familiare, come la sentenza di scomunica contro Pietro Alighieri o la presenza a Ravenna di suor Beatrice, insieme a nomi e vicende di personaggi che Dante ebbe modo di frequentare in città. Del patrimonio classense fanno parte testimonianze trecentesche come i misteriosi frammenti manoscritti dell’Inferno e il celebre manoscritto 6,del 1369.

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