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Vitigno antichissimo, la datazione precede anche il cugino Fortana

Vitigno antichissimo, la datazione precede anche il cugino Fortana

Nel corso dei secoli è sempre stato coltivato dalle famiglie del territorio La bassa produzione a fine ’900 ha causato la quasi scomparsa  

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LE ORIGINI

La Russiola da studi scientifici dimostra un’ottima adattabilità ai territori, ma alcuni difetti hanno reso molto difficile la propria sopravvivenza nel corso della sua complessa esistenza. La storia inizia attorno al 1400, perciò questo vitigno è più antico della “cugina” Fortana, la varietà viticola locale e più famosa Fortana.

Nei secoli questo vitigno è stato coltivato da molte famiglie del territorio ma con un sistema di allevamento non ordinato a filare, bensì piuttosto “casuale” in quanto vi erano poche barbatelle a disposizione e perché a differenza di altri vitigni del luogo per questo mai vi è stato un grande interesse riguardo studi enologici per valorizzarlo.

Nel ’900 si muove qualcosa, grazie soprattutto alla ricerca dell’enologa e ricercatrice ravennate Marisa Fontana, da cui si traggono riferimenti storici. Così si scopre come in particolare da metà dell’800 si trovano menzioni di questo vitigno, come quella presente nel volumetto del 1845 sullo stato dell’agricoltura ferrarese oppure nel Bullettino Ampelografico- fascicolo XII del 1879, dove in esso addirittura si presupponeva anche la possibile esistenza di una varietà omonima anche a bacca bianca (e non rosa come la Russiola). Anche in epoca fascista non potevano mancare documenti finalizzati alla valorizzazione della viticoltura ferrarese, con la proposta della creazione di uno stabilimento enologico per la lavorazione delle uve locali, quindi anche della Russiola. Nel 1950 lo studioso Della Barba compila un’ interessante nota sulla viticoltura ferrarese, proponendo soluzioni di rinnovo e miglioramento della viticoltura locale, mettendo in luce gli ottimi risultati ampelografici ed enologici dell’Uva d’oro (Fortana) e citando la Russiola come valida alternativa. A metà anni ’70 parte la richiesta di creazione di una Doc del Bosco Eliceo con lodi per la Russiola, ma alla fine dello scorso secolo le basse rese, l’eccessiva complessità nel coltivarlo e in aggiunta anche l’esclusione nel disciplinare (nel 1989) della neonata Doc Bosco Eliceo portarono man mano questo vitigno a sfiorare la totale estinzione. Fino al progetto dei tre imprenditori.

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