Le fono-foto-grafie al Brindisi Minarelli ricorda l’amico Andrea
Venerdì alla casa museo apre questa speciale mostra di immagini che si legge L’omaggio a Samaritani: «Due modi differenti di fare arti stavolta sono uniti»
Nalla Casa museo Remo Brindisi di Lido Spina un manipolo di immagini si racconta, assumendo i colori di voci silenti ma decisamente evocative. Tutto questo si manifesta grazie alla mostra “Fono-foto-grafie n. 21 1982-2014” di Enzo Minarelli-Andrea Samaritani. Un omaggio doveroso a Samaritani, fotografo e giornalista scomparso lo scorso 30 agosto che il Delta ce l’aveva nel sangue, Comacchio in particolare, non solo per i cromosomi per le sue origini.
L’incontro fra Samaritani e Minarelli con la sua poesia visionaria e lieve ha prodotto un’alchimia tutta particolare: scatti fotografici, segni e suoni di parole. Un segno grafico che echeggia concetti altri, che conduce all’astrazione. La genesi di questo progetto fono – grafico ha origine lontane, negli anni Ottanta e a seguire, come ci spiega proprio Minarelli: «La seconda fase si avvia oltre trent’anni dopo, sul finire della prima decade del nuovo secolo. Stavolta Andrea mi dà carta bianca. Mi invita a più riprese nel suo studio-archivio e mi permette di scegliere le foto che voglio. Con molta calma e cura, seleziono dal suo amplissimo campionario un numero imprecisato di immagini scattate proprio nel lasso di tempo di un trentennio. Ho seguito il fotogramma sviluppando sotto forme diverse quanto già era evidente, al fine di realizzare come lui stesso ha saggiamente scritto “un’arte al quadrato”».
lA MOSTRA
Così sono nate circa un centinaio di fono-foto-grafie (108 per la precisione), suddivise in varie sezioni. «Il lettore e/o spettatore dovrà soppesarle come un prodotto compatto, due modi differenti di fare arte ma qui affratellati».
Ne nasce anche un catalogo che contiene appunto 108 foto – fono – grafie (consultabile nel museo di Spina) con le riproduzioni da questa strana coppia di artisti. Come si può definire questo progetto: follia al quadrato? No, meglio visione che si somma su più livelli e aggiunge il sonoro delle parole alle immagini scattate in solitudine, come affermava lo stesso Samaritani. La cosa curiosa in questa esposizione è che il compianto Andrea, seppur con le foto mute, immagini racchiuse in una superficie finita, torna e ritorna nella casa museo in cui era di casa.
Queste alla fine sono foto che si leggono, in cui lo sguardo non è attratto dal punctum ma è costretto a seguire il corso delle lettere nate per diventare parole: un processo mentale pensato appunto per fono - foto – grafie, le quali sanno donare parole all’arte.
L’ESPOSIZIONE
La mostra inaugura venerdì 27 agosto e resterà aperta fino al 30 ottobre, nella casa museo del maestro del quale proprio quest’anno ricorre il 25º anniversario della scomparsa (via Nicola Pisano 51). Venerdì alle 19, nel corso dell’inaugurazione, lo stesso Minarelli eseguirà una sua performance polipoetica avvalendosi dell’improvvisazione musicale di Giorgio Borgatti, direttore della Civica scuola di musica di Comacchio. Gli orari di apertura in agosto sono da martedì a domenica, ore 19–23, in settembre e ottobre dal venerdì alla domenica, orario 10-12.30 e 15 - 17.30. Così l’assessore Emanuele Mari: «Siamo in un luogo di libertà in cui due artisti si esprimono e ci fanno conoscere le infinite possibilità dell’arte». Info e prenotazioni allo 0533 333656, 0533.314154 (Iat Comacchio) o mail a iatlidospina@comune.comacchio.fe.it.
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