Violenza e fake news sbarcano al Lido con “Sundown” e “Illusioni perdute”
Applausi anche per “Mona Lisa and the Blood Moon” Fuori concorso piace “Ariaferma” con Servillo e Orlando
VENEZIA. È una sfida fra grandi attori quella tra Toni Servillo e Silvio Orlando, carceriere e detenutoin “Ariaferma” di Leonardo Di Costanzo, mentre le “Illusioni perdute” di Xavier Giannoli dal romanzo di Balzac sono di eccezionale attualità. Ci sono poi Tim Roth e Charlotte Gainsbourg ad Acapulco in “Sundown” del messicano Michel Franco, e poi Dominique Sanda che brilla in “Il Paradiso del pavone” di Laura Bispuri con Alba Rohrwacher. E ancora Kate Hudson spogliarellista nel fantasy “Mona Lisa and the Blood Moon” di Ana Lily Amirpour. Il primo fine settimana del Festival di Venezia ha offerto numerosi spunti sia per quanto riguarda i film in concorso che quelli presentati nelle altre sezioni.
È fuori concorso ma ha riscosso grandi applausi e lodi unanimi “Ariaferma”, un film pieno di atmosfera e di tensione, una sfida dietro le sbarre tra chi è dentro e chi è fuori ma che si trasforma in un patto alla ricerca di umanità.
In concorso si sono visti tre film molto diversi tra loro. “Illusioni perdute” del francese Giannoli riporta lo spettatore nella Parigi della Restaurazione ma quello che accade sembra succedere oggi. «Balzac ci aveva visto davvero lungo anticipando le fake news, le calunnie pretestuose dei giornali, gli editorialisti banderuole pur di entrare nei salotti giusti», ha detto il regista.
Dopo il Leone d’argento con il thriller distopico “Nuevo Orden” conquistato lo scorso anno a Venezia, il messicano Michel Franco è tornato alla ribalta del Lido con il suo nuovo film “Sundown”, un dramma più intimo e personale. Tim Roth interpreta un uomo ricco londinese in piena crisi esistenziale durante una vacanza con la sua famiglia ad Acapulco (interpretata da Charlotte Gainsbourg, Albertine Kotting McMillan e Samuel Bottomley). Neil (Roth) resterà con uno stratagemma, mentre gli altri partiranno e da quel momento comincia un’altra vita, tra la popolazione della spiaggia, mentre la violenza, sottintesa, quotidiana è pronta ad esplodere. «Non dovrebbe essere accettata come normalità e invece di fatto nel mio paese lo è», spiega Michel Franco la cui fonte, parziale, di ispirazione è stata lui stesso, vittima di un tentativo violento di rapina da parte di due banditi travestiti da poliziotti.
Scompiglia le carte, evoca “Titane” di Julia Ducournau che ha vinto la Palma d’oro a Cannes, il fantasy “Mona Lisa and the Blood Moon” della regista Amirpour, genitori iraniani, nata in Inghilterra e cresciuta in America. Un film psichedelico, rumoroso, colorato, con una grande colonna sonora in cui la protagonista Mona Lisa (Jeon Jong-seo) è una tredicenne asiatica con problemi psichici e superpoteri in una folle New Orleans. «È una outsider come me», l’ha definita la regista.
Infine ecco Sabina Guzzanti che alle Giornate degli Autori ha portato “Spin Time – Che fatica la democrazia”, un film su un palazzo occupato in pieno quartiere Esquilino a Roma diventato una sorta di esperimento sociale di convivenza e solidarietà in cui convivono 180 famiglie di 25 nazionalità diverse.
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