La Nuova Ferrara

La Collezione Rambaldi a Milano Vigarano ha perso un’occasione

Samuele Govoni
La Collezione Rambaldi a Milano Vigarano ha perso un’occasione

La mano di “King Kong” è stata la prima a essere trasferita. La Fondazione: sogno sfumato  

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IL CASO

Samuele Govoni

Hanno tirato la corda fino a spezzarla e ora la pazienza è finita. La Fondazione Rambaldi lascia Vigarano Mainarda e si prepara a trasferire la collezione a Milano. La mano gigante di “King Kong” (primo dei tre premi Oscar per Carlo Rambaldi) è il primo pezzo ad aver lasciato definitivamente il Ferrarese. «La mano - ha detto Victor Rambaldi, alla guida della Fondazione volta a valorizzare il patrimonio artistico del padre - era stata trasportata al museo nascente dopo il grande successo de “La meccanica dei mostri”, rassegna allestita a Palazzo delle Esposizioni a Roma. Il museo sarebbe dovuto sorgere in uno spazio adiacente alla scuola elementare dove sarebbero dovuti nascere poi anche laboratori e masterclass».

IL NAUFRAGIO

Purtroppo però il progetto avviato non è mai arrivato a compimento e dopo attese, aspettative, delusioni e amarezze è arrivato il momento di dire basta. La mano di “King Kong” era stata “parcheggiata”, insieme ad altri importanti articoli, a Vigarano, in attesa di un’inaugurazione mai avvenuta. «Le cause di una mancata apertura non sono imputabili né alla Fondazione Rambaldi e nemmeno alla famiglia che - continua il figlio del premio Oscar - era entusiasta dell’iniziativa promossa dall’ex sindaca Barbara Paron. Un altro sogno ferrarese sfumato che darà lustro ad un altra città».

PERCORSO A OSTACOLI

Per sette anni Victor si è dedicato al museo Rambaldi. Il piccolo Comune alle porte di Ferrara sarebbe dovuto diventare un percorso espositivo permanente pensato come omaggio all’uomo che ha portato il nome di Vigarano nel mondo e, parallelamente, come a un’attrazione turistica capace di richiamare cinefili e appassionati dall’Italia e dall’estero, è nato nel 2014. Victor ha messo a disposizione tempo, risorse, energie e passione ma, nonostante tutto, stenta a decollare. «Il cantiere è di nuovo fermo e a me dispiace perché - aveva detto rammaricato a gennaio - sono anni che questo discorso va avanti». A inizio 2021 aveva detto di non essere ancora pronto ad alzare bandiera bianca, ma che stava perdendo le speranze. Ora per Vigarano i giochi sono finiti. La collezione andrà a Milano e attraverso un nuovo progetto verrà di certo valorizzata.

Ora lo spazio del museo dovrà tornare a disposizione della scuola e degli studenti. «Non conosciamo le motivazioni che hanno portato a questa decisione ma riteniamo - ha affermato il candidato sindaco Bergamini -, che una volta liberati gli spazi debbano tornare in possesso della scuola, già tanto penalizzata da una struttura che a oggi ha avuto un costo ingente e non sempre adeguata alla fruizione da parte dei piccoli alunni che la frequentano. Se saremo alla guida del Comune avvieremo un confronto con i genitori per rispondere con quegli spazi ad esigenze reali». Prima dei proclami, però, sarebbe forse giusto fare “mea culpa”; chiedersi cosa è andato storto e perché il territorio non ha capito.

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