La Nuova Ferrara

ROVIGO 

Le immagini di Doisneau si scoprono al Roverella In parete le foto dell’artista

Maria Cristina Nascosi

2 MINUTI DI LETTURA





Oggi a Rovigo, nelle sale di Palazzo Roverella (via Giuseppe Laurenti, 8/10), apre la retrospettiva dedicata a Robert Doisneau. Resterà aperta sino al 30 gennaio 2022, promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. La curatela è stata affidata a Gabriel Bauret, un grande specialista del campo. Come ha spiegato lo stesso curatore tanti i segreti, le storie, i pensieri e le verità nascoste che accompagnano, simbolicamente, le 133 immagini di Doisneau in parete. Le istantanee esposte potranno apparire al visivo fruitore non così attento momenti di vita “banalmente quotidiana”, quasi naturalistiche ed autentiche riproduzioni fotografiche di situazioni casuali insomma “les-petit-choses-de-la-vie” di ognuno di noi, ma non è così. Nel 1950 Doisneau aveva scattato la foto di una coppia che si baciava tra le strade trafficate di Parigi. L’immagine fu pubblicata su Life e divenne il suo lavoro più noto; lui la intitolò Le baiser de l’hôtel de ville (il bacio presso l’hôtel de Ville). La coppia però non era stata ritratta per caso: Doisneau stava realizzando un servizio fotografico per la rivista Life ed aveva chiesto ai due giovani di posare per lui. Si trattava di Françoise Bornet, una studentessa di teatro, e del suo ragazzo, Jacques Carteaud. E come in quella che fu un po’ il suo esordio, dietro a moltissime altre situazioni c’era un attento lavoro, una “regia” che rendeva quei momenti assolutamente speciali, unici, proprio come il primo. È il caso anche di “Fox-terrier sul Pont des Arts”, una foto scattata a Parigi nel 1953, che rivela un vero e proprio gioco di prestigio del mago Robert Doisneau. «Come tutte le magie – afferma il curatore – ci racconta due piani di storie: un “plot” visibile, di superficie, l’altro... invisibile agli occhi. Nella storia che non si vede, infatti, c’è un fotografo, un mago, bravissimo non solo a cogliere l’attimo, come fanno i grandi fotografi, ma anche a inventarselo, come fanno i grandi artisti, pur dandoci l’illusione, come fanno i grandi prestigiatori, che fan sembrare quella foto un frutto del caso».

Maria Cristina Nascosi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google