La Nuova Ferrara

GIOVEDì LA PRESENTAZIONE 

Per non dimenticare Un libro racconta le storie di 656 vittime dell’ultima guerra

Per non dimenticare Un libro racconta le storie di 656 vittime dell’ultima guerra

Anni di ricerche per i morti di Filo, Longastrino e Alfonsine «Vuole e deve essere da stimolo per le nuove generazioni»

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Si intitola “La perdita del ricordo tra sentimento e oblio” l’articolato e meritevole lavoro curato da Andrea Benvenuti, Egidio Checcoli e Sergio Felletti con un unico grande obiettivo: conservare e tramandare la memoria delle vittime della Seconda Guerra Mondiale. Un volume corposo, che ricorda le 656 vittime civili e militari fra Filo, Longastrino e Alfonsine.

Detto dei tre curatori, è doveroso segnalare anche chi ha voluto questo volume, a partire dalla Fondazione Primaro di Filo, per arrivare al Centro di documentazione storica di Longastrino fino al circolo filatelico “Vincenzo Monti” di Alfonsine. Inoltre, ha il patrocinio delle due amministrazioni comunali interessate, Argenta e Alfonsine e ha beneficiato del contributo della Regione Emilia-Romagna nell’ambito del progetto “Una terra di uomini, acqua e … guerra”, a sostegno di progetti e iniziative di valorizzazione e divulgazione della memoria e della storia del Novecento in regione.

IL LAVORO

Come detto si tratta di un’opera davvero unica, che ha richiesto lungo tempo di lavorazione e un viaggio a ritrovo nel tempo, come viene spiegato nella quarta di copertina “per cercare un’Italia a volte dimenticata ma che è nella storia e che è dentro di noi: si chiama memoria”.

La ricerca si è concentrata su Alfonsine, Filo e Longastrino, paesi accomunati dall’immane tragedia che si è abbattuta su centinaia di famiglie di questi territori. «È un libro di memorie, perché non si perda la memoria, con lo scopo di essere una “pietra d’inciampo” per depositare un ricordo nelle nostre comunità sulle vittime degli eventi bellici della Seconda Guerra Mondiale», dicono i curatori.

Come detto, il libro riporta un interminabile elenco (656 persone), con nomi, cognomi e dati anagrafici delle vittime dell’orrore della guerra, con tante fotografie che fissano volti, avvenimenti, luoghi, edifici così come erano o come sono apparse nell’attimo in cui l’obbiettivo li ha fissati per sempre. «Quello che è più straziante è l’elenco dei 73 bambini che hanno perso la vita sotto le bombe, o per lo scoppio di mine nell’immediato dopoguerra: tragedia nella tragedia».

Ci sono poi narrazioni degli episodi più significativi, dei vari passaggi storici che hanno segnato quel periodo, con testimonianze inedite, memorie e note storiche che possono aiutare a comprendere o a descrivere fatti e le tragedie che si sono consumate. C’è un capitolo dedicato agli sminatori, che svolsero l’importante opera di sminamento che consentì di poter tornare a coltivare i campi, di accelerare la ripresa produttiva oltre a permettere di spostarsi in sicurezza da una zona all’altra del territorio. Tanto è vero che un terzo del territorio (12mila ettari) era stato allagato e 2mila ettari disseminati di mine.

È il frutto di un lavoro collegiale che si è avvalso della collaborazione di diverse persone, con ricerche rigorose e scrupolose presso archivi di stato, negli uffici anagrafe di diversi Comuni, negli archivi militari, ascoltando preziose testimonianze di famigliari delle vittime di guerra e di diversi enti e associazioni. «Rimarranno un ricordo indelebile i lucidi e nello stesso tempo angoscianti frammenti di memoria donati dagli ultimi superstiti di drammatici episodi, concatenati ad avvenimenti raccontati e documentati, compreso il diario di guerra di don Luigi Liverani, parroco antifascista di Alfonsine, pubblicato integralmente».

i numeri

Oltre ai paesi ridotti in macerie, come dimenticare i numeri. In Italia le vittime di questa guerra furono 444.523: 291.376 militari e 153.147 vittime civili, pari a circa l’1% della popolazione complessiva. Per il Comune di Argenta le vittime della guerra furono 927, superando il 3% della popolazione complessiva, così come per Alfonsine, con oltre 350 vittime. Ancor più drammatico il bilancio per Filo, con 185 morti, oltre 5.5% della popolazione, e Longastrino con 153 morti, pari al 5.2% della popolazione. «“La memoria è l’eterno senso di tutto ciò che ha senso e valore”: è questo lo spirito e il traguardo che ha guidato quanti hanno contribuito alla realizzazione del libro. È dovere verso le vittime, un atto di sensibilità nei confronti delle loro famiglie, uno stimolo per le nuove generazioni, per aiutarle a comprendere il passato e perché siano loro i custodi di una storia che non possiamo permetterci di dimenticare».

Giovedì alle 20.30 a Villa Vittoria a Filo la prima presentazione del volume, con interventi dei curatori e la presenza dei sindaci Andrea Baldini (Argenta) e Riccaro Graziani (Alfonsine). Serve il Green pass, info al 335.6078592.

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