La Nuova Ferrara

L’INCONTRO 

La difficoltà crescente di essere madri nell’Italia di oggi

Ines Ammirati

Minello: siamo di fronte a un ulteriore calo della fecondità, legato anche a problematiche relative al mondo del lavoro

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«Spesso sentiamo dire che non c’è cosa più bella dell’amore di una madre per il figlio. Davvero?».

Così l’attrice e autrice Paola Michelini ieri pomeriggio ha aperto “Denatalità in salsa femminista” primo incontro di una serie di tre appuntamenti, ospitati nel Laboratorio Aperto di Ferrara presso l’ex Teatro Verdi.

Benché sia culturalmente diffusa l’idea che la donna abbia dentro di sé un desiderio innato di fare figli, i dati parlano chiaro: l’Italia è uno dei paesi al mondo in cui le donne hanno meno figli. A spiegare il perché al pubblico di Internazionale sono intervenute la demografa Alessandra Minello e l’esperta in politiche di genere Maddalena Vianello, moderate da Barbara Kenny di inGenere.it.

«Qualcuno ha fatto un festival della natalità: erano tutti uomini di mezz’età e un sacco di preti a parlare di perché noi donne non facciamo figli. Quindi abbiamo pensato che sarebbe stato molto bello fare un appuntamento in cui prendiamo un po’ la parola su questa questione» ha spiegato Kenny.

Da ciò che è emerso dagli ultimi studi, in Italia, benché siamo notevolmente arretrati rispetto ad altri paesi, è in atto un vero e proprio cambiamento sociale e culturale: per la prima volta infatti le donne italiane hanno iniziato a immaginarsi anche come non-madri e ad aprire un’analisi su ciò che significa avere figli.

OSTACOLO LAVORO

Coloro che desiderano diventare madri si trovano infatti davanti a diversi problemi che riguardano tanto la nostra società quanto il mondo del lavoro, come racconta Minello. «Nonostante quello che molti si aspettavano dal lockdown della pandemia stiamo andando verso un ulteriore calo della fecondità, dovuto, da un lato, al fatto che sono poche le donne feconde e, dall’altro, a problematiche legate al mondo del lavoro, con una delle partecipazioni più basse delle donne al mercato del lavoro e un altissimo tasso di precarietà»

Quando la stabilità economica tarda ad arrivare, anche il desiderio di maternità viene posticipato e così calano anche le probabilità di concepire naturalmente. Oltretutto, benché ci siano a disposizione delle donne altri modi per diventare madri, come l’adozione o la procreazione medicalmente assistita, attorno ad essi ci sono ancora molti silenzi.

«È ora di rompere il silenzio» ha ribadito Maddalena Vianello, autrice di In fondo al desiderio – dieci storie di procreazione assistita «Parlare di Pma in Italia è difficilissimo. C’è a volte una negazione pubblica di questi percorsi che fa sì che ci si senta difettose, donne a metà.»

La soluzione alla denatalità sembra quindi essere innanzitutto riappropriarsi dei propri corpi e delle scelte che facciamo per il nostro futuro, compresa quella di non rimanere relegate al ruolo di unica addetta al lavoro di cura dei figli nella coppia, come chiarisce Minello, che conclude «bisogna parlare di parità a tutti i livelli, in molti ambiti, perché bisogna cambiare il modo a cui guardiamo ai ruoli di genere nelle piccole e nelle grandi cose».

Il film

Oggi alle 20 all’Ex Refettorio (complesso di San Paolo, ingresso da via Boccaleone, 19) si proietta “Dying to divorce”. Girato durante cinque anni cruciali per la vita della Turchia contemporanea, il film documenta in parallelo il problema della violenza sulle donne e l’erosione delle libertà democratiche nel paese attraverso la storia di Ipek Bozkurt, un’avvocata decisa a combattere un sistema che troppo spesso non punisce i colpevoli.

Circolo Bolognesi

Internazionale non di rado è anche sinonimo di musica. A tal proposito oggi alle 19.30 l’appuntamento è con “Un anno raccontato attraverso 5 canzoni”. All’Arci Bolognesi (piazzetta San Nicolò) Giovanni Ansaldo presenta “Un anno in cinque canzoni”, ovvero i quattro brani stranieri e quello italiano che raccontano il 2021.

Ines Ammirati

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