Ecologia, pensare globalmente ma poi agire localmente
L’incontro per mettere in luce la figura di Laura Conti, fondatrice di Legambiente Al chiostro di San Paolo è uscito un invito anche per le nuove generazioni
«E chi è Laura Conti? »
Così ha avuto inizio l’incontro con Barbara Bonomi Romagnoli, laureata in filosofia, ricercatrice indipendente di studi di generi e femminismo, giornalista dal 2004 e collaboratrice di numerose testate giornalistiche, e Marina Turi, statistica, informatica attivista femminista e amante di storie di donne.
Nella giornata di ieri al Chiostro San Paolo di Ferrara, intervistate dagli studenti del Liceo Ariosto hanno presentato il loro ultimo Laura non c’è. Dialoghi possibili con Laura Conti per valorizzare la figura di Laura Conti, trascurata negli anni, e riportando alla luce la sua importanza.
Laura è stata tra le fondatrici dell’attuale Legambiente, (è proprio con lei che nasce l’attuale slogan “Pensare globalmente, agire localmente”), comunista, medica-scienziata, ecologista e femminista: questi sono i temi messi in rilievo nel libro presentato, importanti ai giorni nostri tanto quanto all’epoca della protagonista. Le due autrici sollecitate dalle domande dei ragazzi si sono soffermate su quanto sia importante che questo libro arrivi alle generazioni più giovani per istruirli fin da piccoli su questi argomenti: «È molto semplice insegnare l’ecologia ai bambini, basta porsi sempre la domanda di dove vanno a finire gli oggetti usati”, così diceva Laura.
Pandemia, distruzione ambientale, Friday for Future: cosa ne penserebbe Laura se fosse ancora viva? Lei infatti sosteneva che “Il tempo fosse già scaduto”, si è avvicinata alle scienze biologiche e all’ecologia quando le questioni ambientali non erano per nulla nell’agenda politica istituzionale. Inoltre, si è approcciata a questi temi in maniera autentica, ponendo in primo piano la relazione fra politica e ricerca tecnologica e scientifica.
In qualità di donna di grande sensibilità ed originalità, ha sempre combattuto non per questioni moraliste, ma per l’amore che provava nei confronti della vita.
In Italia ci sono sempre stati importanti movimenti ecologisti, ad alcuni dei quali la protagonista ha preso parte, che hanno permesso all’intero Paese di vincere due referendum contro l’energia nucleare e il diritto dell’acqua pubblica, ma questo non basta: “I diritti non sono conquistati una volta per tutti, bisogna continuare a lottare per raggiungere il risultato”.
Gli studenti hanno sottolineato la scelta originale, da parte delle autrici, di utilizzare all’interno del libro il plurale femminile onnicomprensivo, considerato ancora oggi un tabù della lingua italiana, ma aspetto per cui la stessa Laura ha lottato, con l’intento di portare gradualmente ad una importante rivoluzione linguistica.
Laura ha inoltre affermato “mi è stata tolta la parola, ma ogni volta che posso me la riprendo”. Si tratta di una frase assolutamente attuale poiché fa pensare direttamente alla situazione che stanno vivendo le donne in Afghanistan in questo periodo: vengono continuamente imposti loro numerosi divieti, tra cui l’impossibilità di svolgere professioni in cui a prendere delle decisioni sono le donne, proprio come al tempo di Laura. Le due ospiti sono riuscite a comprendere ed far risaltare fino in fondo la rilevante figura di Laura. Riusciranno le nuove generazioni a fare lo stesso?
Giada Fabbri
Giulia Benazzi
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