La Nuova Ferrara

L’ultimo Tiromancino sembra un trasloco «Cambiare stile è come cambiare casa»

LUCA TRAMBUSTI
L’ultimo Tiromancino sembra un trasloco «Cambiare stile è come cambiare casa»

Il nuovo progetto di Zampaglione, con diversi generi musicali e le collaborazioni di Carmen Consoli e Alan Clark 

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LUCA TRAMBUSTI

Il titolo del nuovo album di Tiromancino, “Ho cambiato tante case” (disponibile da venerdì) contiene un doppio significato. Uno è in senso “immobiliare”, l’altro artistico. «Come a molti – dice Federico Zampaglione, mente ed esecutore del progetto Tiromancino – mi è capitato di cambiare casa». Se per alcuni il cambiamento è fonte di stress e disagio per il cantautore romano non è così, e questa “dote” la trasporta nella sua musica. «Il brivido del trasloco è stimolante, anche perché non amo la confort zone. Questo vale per le case ma anche per la mia musica, mai uguale a sé stessa, sempre in movimento e in “trasloco” alla ricerca di nuovi stili per esprimersi. La curiosità di cambiare anche all’interno dei generi musicali e di forme d’arte differenti è per me una sfida», conclude Zampaglione. In effetti questa sua mutevolezza e lo spostarsi tra generi alimenta anche questo nuovo album, dove si spazia tra pop, melodia, country, moderno cantautorato ma dove non manca nemmeno il blues che è la sua “casa madre”, quella in cui è entrato per la prima volta. «Tutto nasce da quella musica. Mio padre, che mi aveva regalato “Just One Night” di Eric Clapton (Album live del 1979) mi portò a un concerto blues e lì decisi che avrei fatto la vita del musicista. Il blues costruisce sensazioni ed emozioni, la stessa cosa che ricerco con le mie canzoni. Io – ribadisce con forza – non nasco dal pop o dal melodico, ma dal blues». A conferma di questa passione “Ho cambiato tante case” contiene “Testaccio Blues” un brano musicalmente scritto da Roberto Ciotti (grande bluesman romano scomparso nel 2013) su cui Federico e suo padre Domenico hanno riscritto un testo diverso, celebrativo, per ricordare il chitarrista cantante. Il nuovo album vive anche, nella tradizione del progetto Tiromancino, di sentimenti. Ecco allora la canzone per il padre (“Per me è un amico, non ho un rapporto genitoriale”) , quella per la moglie (“Con lei testo le canzoni d’amore. Se piange vanno bene”) e quella che celebra la domenica come momento anche d’incontro familiare e di festa. Ma tra i temi del disco c’è anche quello dell’ambiente (“Questa terra bellissima”) . «È stata una delle prime canzoni scritte per questo disco in era pre covid – spiega Zampaglione – volevo fare una riflessione che non partisse dall’attualità, più poetica che polemica. Sono considerazioni da genitore che lascia il pianeta in eredità e che si preoccupa della vivibilità e della sua bellezza. Non denuncio la distruzione, ma esalto la bellezza della terra e la sua conservazione. C’è però anche la minaccia: lo spettro di un futuro drammatico e brutto». Nati oltre 30 anni fa i Tiromancino arrivano dal mondo indie, quello che adesso Zampaglione accoglie all’interno di “Ho cambiato tante case”. A firmare i brani con lui ci sono infatti alcuni rappresentanti della nuova scuola cantautorale romana: Galeffi, Gazzelle, Franco126 e Leo Pari. «Mi piace molto la nuova canzone d’autore – afferma Federico – mi piacciono le loro metafore a tratti psichedeliche. Ma in generale ce n’è per tutti i gusti, a partire dai Maneskin che hanno riportato il rock duro in vetta alle classifiche». Altri due ospiti impreziosiscono l’album: Carmen Consoli, con cui duetta in” L’Odore del mare” e Alan Clark, tastierista dei Dire Straits, che suona il “Questa terra bellissima”. Quella dei Tiromancino è una lunga carriera che Zampaglione fotografa così: «Mi sono divertito a fare cose folli, mai pianificate. Alla base di tutto c’è la passione e l’entusiasmo, senza non avrei i giusti stimoli».

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