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LA MOSTRA 

Il grande fiume secondo Kenna «Oggi per me il Po è un amico»

Il grande fiume secondo Kenna «Oggi per me il Po è un amico»

Il fotografo inglese racconta in cento scatti il suo rapporto col corso d’acqua Le immagini in parete da oggi a gennaio al Palazzo Ducale di Guastalla

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Nell’anno della pandemia Michael Kenna ha realizzato tre progetti editoriali di grande rilievo: Buddha (Prestel Publishing) in cui raccoglie 160 fotografie dedicate alla divinità orientale; l’edizione limitata di 15 fotografie Notre-Dame de Paris (Nazraeli Press), omaggio al monumento francese a seguito del rogo che l’ha funestato; e Il fiume Po (Corsiero editore) che raccoglie 100 fotografie scattate dal 2007 al 2019, dalla sorgente alla foce del maggior fiume italiano, dalle montagne piemontesi alle rive adriatiche attraverso le distese della Pianura Padana.

LA MOSTRA

Queste immagini, che raccontano la lunga familiarità tra un fotografo inglese e “un caro, vecchio e saggio amico”, saranno protagoniste della mostra “Michael Kenna: il fiume Po” che inaugura oggi a Guastalla (Reggio Emilia), cittadina gonzaghesca sulle rive del Po, e sarà visitabile fino al 6 gennaio 2022. Caratteristica del grande fotografo inglese è quella si sviluppare i progetti fotografici importanti nel corso di molti anni, per poi approdare alla loro pubblicazione. In questo caso, le prime fotografie del Po risalgono al 2007, quando Kenna venne invitato a fotografare il territorio reggiano in vista della grande mostra antologica “Immagini del settimo giorno” a Palazzo Magnani nel 2010 a Reggio Emilia. Da lì è cresciuta nel tempo e si è sviluppata per Michael Kenna una familiarità con il grande fiume e i suoi molteplici paesaggi: «Suppongo che la domanda da porsi sia: come si può non essere colpiti dal grande fiume Po? È potente, bello, carismatico e ha un’attrazione singolare e magnetica. Già durante le mie prime visite speravo che un giorno ci sarei tornato. Quando l’ho fatto nel 2017, mi sono sentito come se stessi familiarizzando di nuovo con un vecchio e saggio amico».

FOTO E LUOGHI

Le fotografie in questione sono il riflesso delle conversazioni dell’autore con il Po. «Spesso paragono la fotografia all’incontro con una persona», dice Kenna che sull’uso del bianco e nero aggiunge: «Vediamo tutto a colori mentre il bianco e neroè una riduzione essenziale della stimolazione sensoriale che permette alla nostra immaginazione di attivarsi di più. Il bianco e nero dice precisamente che questa è un’interpretazione, non è un tentativo di copiare ciò che vediamo con i nostri occhi». La mostra è allestita al piano nobile del Palazzo Ducale (via S. Gonzaga, 16), già ambientazione di alcune celebri scene di “Novecento” di Bernardo Bertolucci e, più di recente, della scena del sogno nel film “Volevo solo nascondermi” di Giorgio Diritti, dedicato al pittore Antonio Ligabue. In esposizione, accanto all’intera serie di cento fotografie che compongono il libro pubblicato l’anno scorso da Corsiero editore, una video intervista al fotografo realizzata appositamente per questo progetto. Visitabile mercoledì, sabato e domenica dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18.30. Per info: 0522.839763.

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