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“Paradiso XXXIII”, un viaggio da vivere Stamattina al Ridotto c’è Bergamasco

Nicolas Stochino
“Paradiso XXXIII”, un viaggio da vivere Stamattina al Ridotto c’è Bergamasco

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Ultima chiamata oggi alle 16 per “Paradiso XXXIII”, spettacolo di e con Elio Germano e Teho Teardo. Intanto, questa mattina alle 11, al Ridotto del Teatro Comunale Abbado di Ferrara (corso Martiri della Libertà, 5) si tiene una lezione concerto dedicata ai rapporti tra la poesia di dante e la musica di Franz Liszt. L’incontro viene introdotto e moderato dalla musicologa Ida Zicari. Al piano Carlo Bergamasco, Michalis Traitsis voce recitante. Ingresso gratuito, obbligo Green pass.

LO SPETTACOLO

Il Dante di Elio Germano è un medium tra il mistero della divinità apparsa durante la sua visione e il pubblico. Un Dante che attraverso l’interpretazione dell’attore, gli strumenti musicali, le luci e i video, cerca di trovare i mezzi adatti per comunicare ciò che in realtà è incomunicabile, ovvero il senso di tutte le cose. Germano non recita, rivela: i silenzi e le interruzioni accompagnano le parole, mentre la voce pacata e i respiri affannosi manifestano quel senso di meravigliosa incredulità che invade il Poeta una volta trovatosi difronte all’Immenso. Ad accompagnare l’attore romano sul palco, vi è la musica elettronica del compositore, musicista e sound designer Teho Teardo. Ciò che le parole del Sommo Poeta fiorentino non riescono a dire, viene espresso e arriva al pubblico attraverso una serie di eteree composizioni musicali del musicista pordenonese. Teardo adopera strumenti elettronici, gestendo dal vivo tastiere e campionature con estrema accuratezza, alternando però qualche piccolo strumento acustico e avvalendosi inoltre dell’apporto dal vivo del violoncello di Laura Bisceglia e della viola di Ambra Chiara Michelangeli. Quello che i registi dello spettacolo Simone Ferrari (presente in platea) e Lulu Helbaek hanno messo in scena, è un tentativo molto più che riuscito di oltrepassare qualsiasi tipo di approccio figurativo, provando invece a comunicare da un punto di vista fortemente emotivo, anche per immagini, quella che è stata l’effettiva esperienza di Dante. Le luci, i suoni, le immagini e la fisicità di Elio Germano sul palco creano il confine all’interno del quale la visione dell’Eterno prende forma, ridando al pubblico quella sensazione di essere davanti a qualcosa di indescrivibile provata dallo stesso Poeta fiorentino. Insomma, uno spettacolo che, come il viaggio di Dante, va vissuto.

Nicolas Stochino

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