Cuaron esalta i registi italiani «Totò è il mio attore preferito»
Roma. «Un attore italiano fra i miei preferiti e che mi ispira di piu? Uno su tutti: Totò».
Risponde così Alfonso Cuaron mentre passa sul red carpet cercando di accontentare tutti i giornalisti presenti lungo le transenne.
Elegante, in completo nero, il regista e premio Oscar sceglie senza ombra di dubbio il principe Antonio de Curtis, in arte Totò per l’appunto, come attore preferito e a cui ispirarsi quando pensa all’Italia. Ma non basta: ha parole di elogio per il cinema di casa nostra e per i nostri registi.
Vorrebbe citarli tutti ma incalzato su un paio di nomi afferma: «Ecco, beh, sicuramente mi piace moltissimo come lavora Luca Guadagnino e poi c’è un’altra grande regista e attrice che è Valeria Golino. C’è tutta una nuova generazione in Italia di registi interessanti». Il film preferito?
«Tutti – risponde senza esitazione – penso al neorealismo, a tutti i grandi registi da allora in poi. Mi piace tutto».
Alla Festa del cinema arriva per “Incontri ravvicinati” come una star. Una conquista vera e propria per lui, nato a Città del Messico nel 1961, che in realtà da piccolo sognava di fare l’astronauta guardando lo sbarco sulla Luna della navicella Apollo 11 e che rinunciò quando venne a sapere che per fare l’astronauta serviva arruolarsi nell’esercito. Niente di più lontano dalla sua personalità pacifista, lui che è vegetariano e ha deciso di imparare bene l’esperanto, la più conosciuta e utilizzata tra le lingue ausiliarie internazionali. Due tappe fondamentali nella sua vita. Nel 2015 presiede la giuria della 72esima Mostra del cinema di Venezia, ma è nel 2018 che Cuaron mette in atto il proprio capolavoro. “Roma” è un film autobiografico, è proprio la memoria del regista a diventare letteratura dalla quale attingere per mettere in scena un dramma tanto intenso quanto delicato.
Tutto di “Roma” riporta all’infanzia di Cuaron: Yalitza Aparicio, che interpreta la protagonista, la governante Cleo, è identica alla tata che si occupava dei piccoli fratelli Cuaron mentre il matrimonio dei genitori veniva minato dalle continue infedeltà del padre Alfredo. Così non è un caso che il film venga girato in bianco e nero, per restituire quell’atmosfera di ricordo e nostalgia che rende la pellicola così coinvolgente.
Ma il progetto di “Roma” è straordinario anche per un altro motivo: è il primo film (tra l’altro in bianco e nero e recitato in spagnolo) che va a stravincere agli Oscar con una distribuzione che avviene esclusivamente tramite Netflix.
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