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LA RASSEGNA 

“Danza Cieca” e musica elettronica Performer e spettatori sul palco

“Danza Cieca” e musica elettronica Performer e spettatori sul palco

Festival di danza contemporanea oggi e sabato al Teatro Abbado di Ferrara Dopo Napoli e Pesaro la compagnia Sieni presenta “Paradiso” in prima regionale

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La Compagnia Virgilio Sieni torna al Teatro Comunale Abbado di Ferrara (corso Martiri della Libertà, 5) con due appuntamenti in programma per il Festival di danza contemporanea: “Danza Cieca”, in scena questa sera e “Paradiso”, in scena sabato. Quest’ultimo, dopo la prima assoluta a Napoli e la performance a Pesaro debutta in Emilia Romagna proprio dal palco di Ferrara.

TUTTI SUL PALCO

Si comincia con “Danza Cieca” in scena oggi alle 20.30. Virgilio Sieni e il danzatore non vedente Giuseppe Comuniello sono in scena in un duetto sulla tattilità con musiche elettroniche originali eseguite dal vivo di Spartaco Cortesi. Ascolto, tenuità, spazio, gioco e rito, potenza dell’attesa, incrinatura della materia fonte inesauribile di gesti, parti oscure del movimento, bagliore nel dettaglio, accoglienza dell’amico, apertura dello sguardo: posture e avvicinamenti che trasformano il corpo in un atlante inesauribile di luoghi democratici. La coreografia è firmata da Virgilio Sieni. I performer, così come gli spettatori, saranno sul palcoscenico in un dialogo ancora più ravvicinato e intimo con la “Danza Cieca”. «L’anatomia del gesto si espande al concetto di spazio tattile, di aura, e include la percezione del corpo e il tono dei tessuti e dei muscoli coinvolti – spiega Sieni – “Danza Cieca” si fonda sullo spazio aptico tra i due interpreti e l’alone di energia che i movimenti creano intorno a loro. L’aura non è solo una sorta di alone intorno alla persona, è molto di più: comprende l’essenza della persona capace di raccogliere in sé l’invincibilità della sua origine, trasmettendo verso il fuori questa potenza. Sembrerebbe che l’aura scaturisca da questo continuo rimandare all’altro, trasmettere e travasare, portare via e rinnovare».

DANTE E LA COMMEDIA

Sabato spazio a “Paradiso”. Sullo stesso palco e alla stessa ora la compagnia Sieni propone un’altra pièce. Lo spettacolo, di cui lui firma coreografia e regia, è la costruzione di un giardino e non riporta la parola della Divina Commedia, non cerca di tradurre il testo in movimento ma si pone sulla soglia di una sospensione, cerca di raccogliere la tenuità del contatto e il gesto primordiale, liberatorio e vertiginoso dell’amore.

«Il Paradiso di Dante – spiega Sieni – ricompone il corpo secondo una lontananza che è propria dell’aura, un luogo definito dal movimento, da ciò che è mutevole. Un viaggio che si conclude nello spazio senza tempo della felicità». Il cammino di Dante – per il coreografo – non è assimilabile a niente, pura invenzione di una lingua inappropriabile che si trasforma in molecole di dialetto e oralità, gesto sospeso e luccicanze improvvise. È un cammino «dall’umano al divino, dal tempo all’eterno. Poi spiega ancora: «Lo spettacolo è la costruzione di un giardino e non riporta la parola della Divina Commedia, non cerca di tradurre il testo in movimento ma si pone sulla soglia di una sospensione, cerca di raccogliere la tenuità del contatto e il gesto primordiale, liberatorio e vertiginoso dell’amore. Danza dialettale che si forma per vicinanze e tattilità». Il festival si chiuderà sabato 6 novembre alle 20.30 con la prima italiana di “Blasphemy Rhapsody” che vede l’ideazione e la coreografia di Emio Greco e Pieter C. Scholten e si basa sul concetto di perseveranza che accomuna Charleston e Pizzica, sottomissione al ritmo, la gioia e la tragedia, insieme.

Per info, dettagli e biglietti: www.teatrocomunaleferrara.it e su www.vivaticket.it.

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