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L’EVENTO DI DOMANI 

Cento, serata di gala per Borgatti Ecco “Un dì... all’azzurro spazio”

Cento, serata di gala per Borgatti Ecco “Un dì... all’azzurro spazio”

A 150 anni dalla nascita del tenore si terrà uno spettacolo a lui dedicato Sul palco della Pandurera salgono Martinucci e l’Orchestra Città di Ferrara

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Domani alle 21 alla Pandurera di Cento (via XXV Aprile) andrà in scena “Un dì... all’azzurro spazio”, serata dedicata a Giuseppe Borgatti, storico tenore che ha dato il nome alla Fondazione Teatro di Cento e allo storico teatro chiuso dal terremoto del 2012. A 150 anni dalla nascita il mondo della cultura centese rende omaggio al suo concittadino e gli dedica una serata di gala. In programma un repertorio tutto incentrato sulle arie che hanno reso celebre Giuseppe Borgatti e con le quali ha calcato i palcoscenici dei più grandi teatri del mondo “Tosca”, “Andrea Chènier”, “Fedora”, “Pagliacci”, “Faust”. In scena: i tenori Ivan Defabiani e Giorgio Casciarri oltre alla partecipazione straordinaria del tenore Nicola Martinucci al quale sarà consegnato il “Premio Borgatti” (istituito negli anni ‘80 dall’allora Presidente del Teatro, Ugo Montanari) come omaggio alla sua importante carriera nel panorama della lirica internazionale.

I tenori saranno accompagnati dall’Orchestra Città di Ferrara diretta dal maestro Aldo Salvagno. A condurre l’evento, attraverso curiosità e aneddoti storici sulla vita di Giuseppe Borgatti, Adriano Orlandini.

IL PERSONAGGIO

Borgatti nacque a Cento il 17 marzo 1871. Studiò al liceo musicale di Bologna ed esordì in “Faust” a Castelfranco Veneto nel 1892. Nel 1894 interpretò Manon Lescaut a Venezia, Lohengrin al Teatro Dal Verme di Milano e cantò nella première nel Teatro Regio di Torino “I dispetti amorosi” di Gaetano Luporini. Nel 1896 fu il primo protagonista di Andrea Chénier al Teatro alla Scala, ottenendo un trionfo, dopo di che si esibì con Lohengrin e con La Gioconda al Teatro Real di Madrid nel 1895 e a San Pietroburgo nel 1895-1896. Ebbe successo al Cairo nel 1897 interpretando “Pagliacci” di Ruggero Leoncavallo, “Carmen” di Bizet e “Proserpina” di Camille Saint-Saëns, diretta dall’autore. A Buenos Aires nel 1898 interpretò nell’opera “Mefistofele” di Arrigo Boito. Intensa la sua carriera in Italia e all’estero fino a quando si ritirò nel 1915 a causa della cecità. Trascorse gran parte della vita a Milano e morì nel 1950 sul lago Maggiore.

IL PREMIO

Nel corso della serata verrà consegnato a Martucci il premio a lui dedicato. Il riconoscimento, ideato negli anni Ottanta dall’allora presidente Adriano Orlandini, trovò concretezza attraverso le mani di Dino Bonzagni che scolpì una targa con l’effigie di Giuseppe Borgatti e del teatro di Cento. La prima consegna fu fatta a Gina Cigna, uno dei più importati soprani drammatici di tutti i tempi che aveva trionfato a Cento, nel 1933 con “Turandot” di Puccini. Per informazioni e prenotazioni: 051.6843295.

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