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DOMANI 

Giornata mondiale della pasta Per celebrare un alimento top

Adriano Facchini
Giornata mondiale della pasta Per celebrare un alimento top

L’aumento dei prezzi del grano duro complica un mercato già in evoluzione L’Italia resta il primo produttore: iniziative all’interno di Tuttofood a Milano

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Domani, 25 ottobre, è la Giornata mondiale della pasta. E proprio mentre ci apprestiamo a celebrarla, il prezzo del grano duro - materia prima per la produzione di pasta -, ha superato i 50 euro al quintale, registrando un aumento dell’80% in soli tre mesi. Il grano duro a livello mondiale rappresenta circa il 5% sul totale del frumento coltivato, e l’andamento anomalo delle temperature, anche in Paesi come il Canada, primo esportatore al mondo di questa preziosa derrata, oltre a qualche inevitabile speculazione, ne sono la causa.

Ottobre è un mese importante per parlare di cibo, e sono ben tre le iniziative a livello mondiale che in modo diverso fra loro cercano di celebrarlo. Infatti ogni anno l’11 ottobre si celebra la Giornata mondiale contro l’obesità, poi il 16 quella dell’alimentazione per arrivare al 25 ottobre con la pasta. Quest’anno sarà la 23ª edizione dell’iniziativa e cade di lunedì, una giornata ideale per parlarne anche nelle scuole.

LA TRADIZIONE

La pasta è il prodotto simbolo della dieta mediterranea. La giornata è stata istituita nel 1988 e festeggiata per la prima volta a Napoli (per poi passare in altre metropoli del mondo) dall’Ipo (International pasta Organization di Roma) , da molti definito anche “l’Onu della pasta”. Obiettivo promuoverne i consumi mondiali, raccontando questo cibo straordinario, buono, nutriente, salutare e accessibile perché economico. Non va dimenticato poi che nel 2010 la dieta mediterranea è stata dichiarata dall’Unesco patrimonio comune immateriale dell’umanità. Negli ultimi vent’anni, anche grazie a questa iniziativa - che come detto si celebra in molte città del mondo -, il consumo e quindi la produzione di pasta è aumentato di circa un 65% passando dai 9 ai quasi 16 milioni di tonnellate, e tutto questo nonostante la carbofobia e la glutenfobia di molti nutrizionisti.

I CONSUMI

In Italia il consumo pro capite anno, negli anni, è progressivamente diminuito e il calo si è arrestato solo nel 2020 con il lockdown. Attualmente è di 24 kg a persona, ma il nostro Paese guida saldamente questo mercato, di cui rappresenta oltre un quarto della produzione mondiale. Va anche detto che oltre la metà della produzione italiana è destinata all’esportazione, e con la pandemia gli Stati Uniti sono diventati il Paese nel mondo che consuma più pasta italiana, superando Germania e Francia. Rilevante anche il consumo della Gran Bretagna nonostante la Brexit, dimostrando che è in corso una vera e propria svolta salutistica.

Un aspetto che nel nostro Paese non va trascurato, riguarda proprio le nuove abitudini alimentari, visto l’interesse crescente nei confronti di tipologie alternative di paste, utilizzando altri ingredienti oltre la semola. Si parla ormai sempre di più di paste prodotte con grani rari, o gluten free, o di riso o di lenticchie, piselli e altri legumi.

Facendo un salto indietro nella storia, sembra che la pasta fosse già conosciuta in Mesopotamia fin dal 5.000 a.C., ma sarebbe arrivata in Italia solo fra il IX e l’XI secolo, con l’arrivo degli arabi in Sicilia. Le modalità di produzione della pasta sono cambiate nel tempo anche in Italia, ma da oltre mezzo secolo nel nostro Paese è regolata da una legge (legge nazionale 580 del 1967), che per la “pasta secca” impone l’uso esclusivo di semola di grano duro, e siamo l’unico Paese al mondo. Infatti, la semola di grano duro contiene un particolare tipo di glutine che consente alla pasta secca di tenere la cottura.

IL MERCATO

In Italia si producono ben 300 tipi di pasta, e quest’anno la Giornata mondiale della Pasta verrà celebrata a Milano all’interno di Tuttofood (manifestazione in programma dal 22 al 26 ottobre), la principale fiera agroalimentare del nostro Paese.

Va segnalato come in altri Paesi grandi produttori di pasta, vedi la Turchia, si può utilizzare in miscela anche farina di grano tenero. E la Turchia si colloca fra i principali competitors dell’Italia nella produzione di pasta secca, avendo registrato in soli cinque anni un incremento di oltre il 70%.

L’azienda leader mondiale nella produzione di pasta, comunque, è l’italiana Barilla, che dispone anche del marchio Voiello, e che opera direttamente in ben 26 Paesi con 28 siti produttivi, ed esporta in tutto il mondo. La cittadina di Gragnano invece si è guadagnata l’appellativo di capitale italiana della pasta, dopo aver ottenuto nel 2013 l’attribuzione della Igp per la pasta secca.

Adriano Facchini

(agronomo)

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