Gran festa nel ricordo di Giuseppe Borgatti e un premio al suo emulo Nicola Martinucci
Molta emozione per la riapertura della Pandurera e le celebrazioni per i 150 anni dalla nascita del tenore centese
IL RITORNO
Con una serata di gala dedicata all’immensità del tenore e attore centese Giuseppe Borgatti, ha inaugurato la stagione teatrale targata Fondazione Teatro Borgatti di Cento. Sul palco, per celebrare i 150 anni della nascita del grande artista, tra gli applausi e l’emozione dovuta alla ripartenza dell’attività culturale alla Pandurera dopo quasi due anni di silenzio per la pandemia, il presidente della Fondazione Giorgio Zecchi.
LA RINASCITA
In apertura dell’atteso evento “Un dì all’azzurro spazio. Ricordando l’immensità di Giuseppe Borgatti”, parole colme d’emozione: «Dopo due anni di digiuno della cultura, torniamo con gioia e con una serata importante dedicata al grande tenore centese Giuseppe Borgatti, diventato famoso in tutto il mondo per la sua voce e la sua natura interpretativa, motivo di orgoglio per la nostra città che gli ha intitolato il proprio teatro, che speriamo presto di poter rivedere».
Poi, il restyling del foyer della Pandurera, dov’è stata ricostruita una parte del museo Borgatti con alcuni cimeli, e in sala i quadri del pittore centese Antonello Nuvoli, scomparso pochi mesi fa.
Nel ringraziare tutti gli intervenuti, sostenitori e sponsor, tra cui E.On Energia di Paolo Tirini, Zecchi ha rivolto un «ringraziamento speciale al Comune di Cento, all’amministrazione guidata da Fabrizio Toselli, per avermi accordato la sua fiducia e per il sostegno che ha dato al teatro in tempi tanto difficili. Un lungo e meritato applauso allo staff del teatro».
SIPARIO... SUL SINDACO
Alla prima simbolica apertura del sipario, anche il nuovo sindaco Edoardo Accorsi nella sua prima uscita ufficiale: «Grazie a Giorgio Zecchi, al CdA e a tutta la Fondazione Teatro per il grande lavoro fatto durante questi anni tanto duri per il mondo della cultura e dello spettacolo. È grazie al vostro lavoro che stasera possiamo tornare a godere come città della nostra arte. Cento è una città che vive di cultura. Cento deve tornare ad essere un polo culturale e artistico in Emilia Romagna, e non solo. Nel dare il benvenuto a nome di tutta la città al tenore Martinucci, rivolgo un ringraziamento e un grande applauso al personale sanitario che fino a pochi giorni fa era qui, alla Pandurera, per le vaccinazioni. Se siamo qui stasera, è anche merito loro. Dalla cura e dalla cultura, Cento dovrà ripartire. Spero di tornare a vivere queste emozioni nel nostro teatro Borgatti recuperato. Il mio impegno è che questo accada nel minor tempo possibile».
In sala, il presidente della Provincia, Nicola Minarelli, e l’assessore regionale Paolo Calvano, che ha ammesso di essere «un grande onore e una grande emozione essere qua stasera. Con la riapertura della Pandurera, e la partenza della stagione teatrale, si torna alla vita. Obiettivo, riaprire prima possibile il teatro Borgatti. È la prima cosa che ci ha detto il nuovo sindaco: è un impegno che la Regione prende assieme all’amministrazione Accorsi. Sarà un segnale di una Cento che torna alla vita».
Nato nel 1971 a Cento, dopo aver studiato al liceo musicale di Bologna grazie all’aiuto del marchese Plattis, suocero della scrittrice Maria Majocchi in arte Jolanda, esordì in Faust a Castelfranco Veneto nel 1892 all’età di 21 anni: inizia così la carriera di Giuseppe Borgatti. È stato il conduttore della serata e grande esperto della figura di Borgatti, Adriano Orlandini, a ripercorrere tutte le tappe, raccontando diverse curiosità e aneddoti storici, che hanno portato Borgatti a essere il primo e più famoso dei centesi a calcare i palcoscenici di tutto il mondo.
LO SPETTACOLO
Con l’Orchestra Città di Ferrara diretta dal maestro Aldo Salvagno, e i tenori Ivan Defabiani e Giorgio Casciarri, sono state eseguite le arie che hanno reso celebre Giuseppe Borgatti e con le quali ha calcato i palcoscenici dei più grandi teatri del mondo.
A ringraziare Orlandini, il Comune e la Fondazione Teatro per l’omaggio, Giuseppe Lapidari, nipote di Borgatti. Immancabile il ricordo di Adele Borgatti, figlia del tenore.
Poi un altro momento di grande spettacolo ed emozione con il tenore Nicola Martinucci, a cui è stato consegnato il “Premio Borgatti” come omaggio alla sua importante carriera nel panorama della lirica internazionale. A 80 anni compiuti, tutto il carisma di un artista che ha dedicato alla lirica gran parte della sua vita, esibendosi in tutti i più prestigiosi teatri del mondo. A lui, che con la sua voce e il suo talento, ha conquistato anche il pubblico della Pandurera, il lungo e fragoroso applauso di tutta la platea.
Beatrice Barberini
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