La Nuova Ferrara

Gli ebrei e la vita nei ghetti Al Meis quattro secoli di storia

Valentina Bacilieri
Gli ebrei e la vita nei ghetti Al Meis quattro secoli di storia

Da oggi nel museo di Ferrara un percorso che va dal ’500 alla Grande Guerra Spagnoletto: «Questa esposizione risorsa didattica per scuole e studenti»

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Si intitola “Oltre il ghetto. Dentro&Fuori” la mostra allestita al Meis di Ferrara (via Piangipane), visitabile da oggi al 15 maggio 2022. L’esposizione, curata da Andreina Contessa, Simonetta Della Seta, Carlotta Ferrara Degli Uberti e Sharon Reichel, ricostruisce attraverso opere d’arte, oggetti e documenti d’archivio, l’esperienza degli ebrei italiani dall’epoca dei ghetti; dal primo istituito nel 1516 a Venezia, alla Grande guerra.

IL PERCORSO

Si tratta di un percorso che prosegue la narrazione iniziata con “Ebrei, una storia italiana. I primi mille anni” e “Il Rinascimento parla ebraico”, due mostre ora condensate nella permanente del Meis “Ebrei, una storia italiana”. Il nuovo capitolo rappresenta una delle fasi più emblematiche della bimillenaria presenza degli ebrei in Italia e lo fa accostando opere ad oggetti rituali e di uso quotidiano, tramandati da secoli di famiglia in famiglia. «Credo fortemente che “Oltre il ghetto. Dentro&Fuori” abbia tutte le premesse per diventare una preziosa risorsa didattica da proporre ai ragazzi delle scuole. Le tematiche trattate come i concetti di inclusione ed esclusione, integrazione e scambio culturale sono di stringente attualità per le nuove generazioni», ha affermato Amedeo Spagnoletto, direttore del Meis. L’esposizione allestita dallo Studio Gtrf di Giovanni Tortelli e Roberto Frassoni ha ricevuto la medaglia del presidente della Repubblica, e pur mantenendo un rigoroso approccio storico ed artistico, è stata arricchita da un taglio sociologico su dilemmi ancora attuali. «È certamente moderno il mito della regina Ester, ebrea persiana che sposa il re Assuero tacendo la sua identità d’origine, costretta a riscoprirla di fronte al pericolo che corrono i suoi confratelli quando il miglior consigliere del marito, Aman, trama per sterminarli», ha spiegato Sharon Reichel descrivendo insieme alle altre curatrici l’allestimento in cui è presente la prima delle opere in mostra: la tela monumentale di Sebastiano Ricci (1659-1734) “Ester al cospetto di Assuero”.

LA MISSION

«Il Meis – ha aggiunto Andrea Lucchini di Intesa Sanpaolo – ha saputo definire con chiarezza una strategia di sviluppo dei suoi contenuti e della sua identità in pochi anni dalla sua nascita. Come Intesa Sanpaolo abbiamo sostenuto le tre mostre che insieme costituiscono il percorso di visita, contribuendo così a realizzare un’offerta museale compiuta. La nostra presenza oggi conferma la vicinanza a un progetto di valore che intreccia ricerca storica e testimonianza attuale, un’analisi in profondità che offre spunti quanto mai utili di questi tempi». La conclusione è stata affidata a Simonetta Della Seta che ha affermato: «Al Meis pensiamo che molte storie vissute dagli ebrei italiani, e più in generale europei, trasmettano valori universali e offrano strumenti per l’oggi. Da questa riflessione, che rappresenta uno dei cardini della missione del museo, nasce lo spirito con il quale è stata organizzata questa terza mostra».

Per informazioni, dettagli e prenotazioni: 0532.191 2039. Green pass obbligatorio.

Valentina Bacilieri

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