Minima Infinita al Magi La collezione Zavattini si scopre nell’Open Box
«Oggi possiedo una collezione unica. Tutta l’arte contemporanea in una camera». Così scriveva cinquant’anni fa Cesare Zavattini, e così Giulio Bargellini, fondatore del museo Magi ’900 di Pieve di Cento (via Rusticana, 1), vuole ricordare il grande intellettuale, presentando in un’unica sala la particolarissima collezione di oltre le oltre duecento opere di artisti contemporanei, che costituiscono la collezione Minima Infinita. Minima Infinita è, infatti, una raccolta di opere “minime” per il loro piccolo formato e tuttavia straordinariamente intense e capaci di rappresentare la ricerca e la poetica dei loro autori; una raccolta iniziata da Bargellini circa venti anni or sono, e idealmente “infinita”, come senza confini sono la creatività degli artisti e la passione dei collezionisti. L’idea nasce dal desiderio di rendere omaggio all’intuizione di Zavattini (1902 – 1989) il quale, spinto dal desiderio di riunire nello spazio del suo appartamento romano una grande collezione d’arte contemporanea, dal 1941 iniziò a chiedere agli artisti di realizzare appositamente per lui opere di piccolissimo formato, indicando nell’8x10 centimetri la misura “minima e massima”, perché fossero capaci di esprimere pienamente il valore dei loro autori. Si trattava di una sfida concettuale proposta agli autori affermati ed emergenti più interessanti, un gioco da estimatore, da cui però nasceva un modello innovativo di collezionismo, democratico e replicabile, perché fondato sull’idea che tutti possono costruire una raccolta di vasto respiro, anche in spazi contenuti. L’allestimento temporaneo nello spazio Open Box, curato di Valeria Tassinari, è visitabile gratuitamente ed offre l’occasione per immergersi in un “museo nel museo”. Visitabile da oggi al 9 gennaio. Per info: tel. 051.6861545.
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