Acquerello di Boldini acquistato all’asta L’opera da Amburgo vola a Washington
Si tratta di uno studio del busto del duca di Modena Il dipinto restituisce l’ardore figurativo dell’artista ferrarese
Nell’anno in cui Ferrara ricorda Giovanni Boldini a novant’anni dalla morte (nacque a Ferrara nel 1842 e morì a Parigi nel 1931), giunge una notizia insieme bellissima e mesta. La più importante fiera europea dell’arte, The European Fine Art Fair (Tefaf) Maastricht si è svolta in forma digitale lo scorso settembre. Tra i 250 espositori era presente la galleria Le Clair Kunst di Amburgo, che ha presentato un eccelso acquarello su carta di Giovanni Boldini.
L’opera, firmata e databile al 1890-1900, è uno studio del busto del duca di Modena, Francesco I d’Este (1610-1658), miracolo di colui che si firmava “Gio: Lorenzo Bernini” (1598- 1680), geniale scultore, pittore e architetto barocco, venerato da Boldini.
IL PASSAGGIO
Il ferrarese dominava qualsiasi tecnica, e questo acquarello, quasi monocromo, sui toni del bruno con tocchi blu cupo, restituisce tutto il vigore e il dinamismo delle forme berniniane coniugandole con l’ardore figurativo di Boldini.
Il duca è il personaggio più interessante tra gli Este di Modena, mecenate di gusto infallibile, nonché colui che tentò con tutte le proprie forze, invano, di riconquistare Ferrara. Il busto è tuttora a Modena, alla Galleria Estense. Il Boldini, purtroppo, è passato di mano alla Fiera ed ora, ha reso noto pochi giorni fa Le Clair Kunst, appartiene alla National Gallery of Art di Washington. Ciò testimonia il successo crescente di Boldini, cosa che rende lieti: maggior piacere avrebbe suscitato far sposare alle Gallerie Estensi questo Boldini al busto di Bernini.
La Nuova Ferrara ha chiesto a Francesca Dini, l’esperta di Boldini che ha scritto per Le Clair Kunst la relazione peritale (“expertise”) sull’acquarello rimasto in Italia fino al 1985, altre notizie sul caso. Dini spiega che l’opera (che misura 45,5x 30,4 centimetri) venne venduta da Christie’s Paris il 21 marzo 2018, per quasi 50.000 euro. È riapparsa poi nelle mani dei galleristi tedeschi, ed ora vola negli Stati Uniti d’America. Boldini era così incantato da Bernini, ribadisce Dini, che nel 1892 ottenne dagli Uffizi una copia del busto del cardinale Leopoldo de’ Medici, che mise nel proprio studio e più volte disegnò e dipinse, in cambio di un proprio autoritratto. Anche l’estatica Santa Teresa d’Avila berniniana, cuore del mirabile gruppo a lei dedicato (il cui restauro è stato presentato in questi giorni) nella chiesa romana di Santa Maria della Vittoria, fu tra i suoi soggetti preferiti.
SUBITO CAPOLAVORO
Dini aggiunge che Boldini poteva aver visto e/o schizzato di persona a Modena il busto del duca, dopotutto la città è vicina alla Ferrara della sua gioventù (una gita a Modena, perché no), o allungandosi lì da Bologna, dove passò nel 1893. Si può considerare pure che a Giovanni Boldini sarebbero bastate delle foto, incisioni o una copia in gesso, per carpire e rendere il linguaggio di Bernini. Il quale, del resto, ritrasse il duca senza averlo mai visto di persona, grazie ad alcuni ritratti che ricevette a Roma. E fu subito capolavoro.
Micaela Torboli
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