Musica e storie di una vita In un libro avventure e ricordi degli Extraliscio
“Una storia punk ai confini della balera”, introduzione di Cavazzoni Mariani: «Grazie alla tenacia di Elisabetta Sgarbi il liscio è tornato»
LA STORIA
Samuele Govoni
«Le cose più belle te le regalano le prove difficili, quando solo una buona idea può salvarti». Parole sante. Mirco Mariani non sbaglia. E chissà quante volte ci hanno pensato lui, Mauro Ferrara e Moreno Conficconi detto Il Biondo.
Chi erano gli Extraliscio prima di essere ciò che tutti oggi conoscono? Chi erano prima del Festival di Sanremo e della Mostra d’arte cinematografica di Venezia? Il libro “Extraliscio. Una storia punk ai confini della balera” (ed. La nave di Teseo) risponde a queste domande e anche a qualcosa in più. Pagina dopo pagina si scoprono storie perdute, episodi dimenticati, pezzi di vita che, se fosse andata diversamente, sarebbero andati perduti per sempre. È un libro che si beve in una sera, ovviamente liscio, e che lascia un sapore dolce in bocca. Ermanno Cavazzoni nell’introduzione prende per mano il lettore e lo accompagna in un mondo fatto di sogni, passioni ed emozioni. Un mondo in cui le canzoni durano una vita e dove “la musica è quadrata”.
TEMPO DI LISCIO
Ad aprire le danze è Ferrara, ribattezzato così da Raul Casadei. Il cantante, che da giovanissimo era stato soprannominato Morandino, ripesca dall’album dei ricordi lampi d’infanzia e giovinezza. I primi anni ad Argenta, quelli in Brasile con la famiglia e poi il ritorno nel Ferrarese. I lavori da manovale, la passione per la musica, le prime orchestre e l’incontro con Carla, una ragazza mora che poi divenne sua moglie. E lo è tuttora. Accanto alle parole scorrono foto in bianco e nero, testimonianza di un mondo che non c’è più. Mauro “passa la palla” (per lui dopo la musica viene il calcio) a Moreno Il Biondo che la porta in Romagna. Da sempre appassionato di liscio debutta giovanissimo al dancing Tropical di Miramare di Rimini. Le storie dei due si intrecciano quando cominciano a suonare insieme nell’orchestra Casadei. Anche qui le foto, tra scatti di famiglia, ritagli di giornale e palcoscenici, fanno la loro parte.
NEW YORK E ROMAGNA
Poi arriva Mariani, proveniente da un mondo completamente diverso, fatto di club, teatri e palazzetti. È lui l’anello di congiunzione che unisce liscio e altri universi. Gli Extraliscio sono questo, una miscela di esperienze, generi e caratteri. «Quando sono arrivato a Bologna la musica era nell’aria 24 ore al giorno e sembrava di stare a New York. Ho visto la fine di un’epoca e ho fatto in tempo a salire sul treno per fare un pezzo del tragitto; è stato grandioso», racconta Mariani. Rimettere mano ai ricordi può essere divertente e toccante al tempo stesso. «Per scrivere la mia parte ho dovuto fare un salto indietro di trent’anni e mi ha fatto effetto», dice Mariani. Per lui quello del liscio è stato il secondo treno. Dopo Bologna e il jazz, la Romagna e il folk. «Negli ultimi anni grazie alla tenacia di Elisabetta (Sgarbi, ndr) si è tornati a parlare di liscio, una musica che non esisteva più e che ora sta tornando in voga sotto una nuova forma». Altri suoni, testi e contesti. Altri pubblici. Nuove occasioni per tornare a ballare perché alla fine “è bello perdersi e seguire le stelle”.
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