La Nuova Ferrara

LE RICERCHE 

Il team degli archeologi dell’aria sulle tracce della Guerra Fredda

Il team degli archeologi dell’aria sulle tracce della Guerra Fredda

L’associazione con sede a Copparo ha ritrovato un aereo precipitato nel 1958 I frammenti sono stati individuati nel Vercellese da due cercatori di funghi

2 MINUTI DI LETTURA





Nuova scoperta degli Archeologi dell’aria, gruppo di esperti e appassionati a caccia di resti di aerei e di “storie”. L’associazione, con sede al museo La Tratta di Copparo (via Goito 4), sta portando avanti un’altra fruttuosa ricerca grazie alla segnalazione di due cercatori di funghi con l’hobby del metal detector. Circa un anno fa, Andrea Garavaglia e l’amico Emilio Sabbadini, si sono imbattuti casualmente in alcuni rottami d’alluminio avio in un’area boschiva sulle colline di Gattinara (Vercelli). Grazie all’intervento della socia Ilaria Pedrini di Bazzano (nel Bolognese), l’estate scorsa il team è entrato in contatto con due detectoristi (esperti di metal detector) della provincia di Milano per definire un intervento congiunto sul luogo dell’impatto. Nel frattempo, Gianluca Mazzanti, vicepresidente degli Archeologi dell’aria, dopo aver visionato le immagini dei pezzi, ha identificato il misterioso aereo come un velivolo alleato di probabile fabbricazione americana. Il 16 e 17 ottobre scorsi, seppur a ranghi ridotti, il team Ada è intervenuto a Gattinara recuperando in particolare nell’arco della giornata di sabato, numerosi reperti aeronautici nel sottobosco. Già in tarda serata il vicepresidente ha risolto una volta per tutte l’enigma grazie ad un frammento numerato raccolto dal socio Andrea Baroni.

GUERRA FREDDA

Questa volta non si tratta di un aereo alleato della Seconda Guerra Mondiale, bensì di uno dei migliori caccia a reazione della Nato realizzati durante la prima fase della Guerra Fredda, un F-86E Sabre in forza all’Aeronautica Militare Italiana. Ad essere più precisi, dovrebbe trattarsi dell’aereo con matricola MM19476, di fabbricazione Canadair su licenza della statunitense North American Aviation. Il jet, in forza al 13° Gruppo basato a Cameri (Novara), era pilotato dal ventiduenne sottotenente Gualtiero Broccoli di Caserta, deceduto a causa di una collisione in volo nel cielo di Sostegno (Biella) il 21 febbraio 1958. In tale data, i due Sabre coinvolti nell’incidente erano impegnati in un volo di esercitazione di routine ad una quota tra i 1.000 e i 2.000 metri. Mentre il Broccoli precipitò a terra con il paracadute non completamente dispiegato dopo la separazione dal seggiolino eiettabile, l’altro pilota, maresciallo Enrico Micheli di 40 anni, riusciva ad abbandonare il velivolo oramai ingovernabile, finendo in un frutteto senza subire troppi danni. Adesso, agli archeologi dell’aria, rimane da localizzare il punto di caduta dell’aereo del sottufficiale sopravvissuto, matricola MM19877, probabilmente solo a qualche chilometro dal primo crash.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google