Simoni riapre il cassetto dei ricordi «Regalo per i dieci anni da autore»
Oggi lo scrittore esce in tutte le librerie con la raccolta di racconti “Il mistero delle dieci torri” «Avevo il desiderio di recuperare questa mia letteratura sommersa, non volevo si perdesse»
IL COLLOQUIO
Davide Bonesi
«Avevo questo desiderio da tanto tempo: recuperare tutta questa mia “letteratura” sommersa”». Marcello Simoni, noto scrittore comacchiese, ci motiva così l’uscita in libreria nella giornata odierna della nuova raccolta di racconti “Il mistero delle dieci torri” (Newton Compton editori, 224 pagine, 9.90 euro). Oppure, come scrive nella prefazione (dal titolo emblematico “Perché questo libro”): “Ma il pensiero di quei dieci racconti gettati al vento come foglie secche, senza che nessuno potesse leggerli, mi rattristava anche un po’ ”. Ed è con piacere che possiamo annoverare fra questi racconti anche quello intitolato “Il ragno d’oro”, scritto da Simoni per La Nuova Ferrara nell’estate del 2018 (uscì il 26 agosto).
Simoni è un autore prolifico, così ai tanti romanzi (e alcuni saggi) in dieci anni di carriera ha scritto anche diversi racconti, usciti per quotidiani e riviste. Materiale che i suoi lettori chiedevano e che era sempre più complicato recuperare. «Uscendo non come libri ma come racconti per la carta stampata - aggiunge Simoni -, la loro vita è più breve e a molti lettori sono sfuggiti. Era da tempo che accarezzavo questa idea e siccome, ridendo e scherzando, sono giunto al traguardo dei dieci anni di scrittura ecco questa raccolta».
LA PROPOSTA
In realtà, se il progetto era di Simoni, in concreto è diventato realtà grazie a Raffaello Avanzini di Newton: «Durante una chiacchierata col mio editore è stato lui a proporre un regalo per i miei lettori in occasione dei dieci anni dall’uscita de “Il mercante dei libri maledetti”. E così ho aperto il cassetto, ho recuperato questi racconti, li ho riletti e selezionati, notando che erano separabili in tre linee tematiche».
Infatti, gli scritti sono suddivisi in tre sezioni: racconti di Sicilia, racconti del mare e racconti del mistero. E fra questi spiccano altre pagine dedicate proprio al “mercante”, anche se la curiosità più ghiotta sono le tavole inedite dello stesso Simoni che accompagnano tali racconti. D’altronde, lo scrittore ha già raccontato di come il disegno sia un suo svago, anche mentre scrive.
STILE DIVERSO
Una cosa ha colpito Simoni mentre recuperava i suoi scritti dal “cassetto”: «In dieci anni il mio modo di scrivere è cambiato notevolmente, sia nell’uso di certi termini, che nella tecnica, come poi nel passaggio da una scena all’altro. Diciamo che all’inizio ero di certo più irruento, “in altri mi sono imbattuto in un narratore più giovane, irruento e dal linguaggio magmatico, desideroso di sperimentare il genere e di sviluppare le sue possibilità” scrive sempre nella prefazione.
Simoni, poi, aggiunge che “diventa difficile stabilire una separazione netta tra scrittore e lettore”, in che senso? «Quando mi arriva il cartonato con le mie copie personali per me è come un regalo di Natale. Mi viene sempre in mente l’immagine del primo “Ritorno al futuro” con il padre del protagonista che riceve le copie del primo romanzo. È una scena viva... E per questa raccolta devo dire che sono soddisfatto di vedere tutti insieme questi racconti e spero vivamente che possa essere un bel regalo di Natale anche per i miei lettori».
L’OMAGGIO
Come detto, fra i protagonisti di queste storie troviamo anche il mercante Ignazio da Toledo: «Quando finii la prima trilogia ero dubbioso sul fatto che il mio rapporto con Ignazio potesse finire così. E allora scrissi due racconti, in uno è protagonista, nell’altro è con Michele Scoto». E non a caso Ignazio è poi tornato protagonista in altri romanzi di Simoni.
Ma tra gli elementi a fare da filo conduttore nei dieci racconti della raccolta c’è un altro elemento, l’acqua: «Diciamo che c’è un omaggio alla mia comacchiesità. Alcuni lettori dicono che curo poco il legame con la mia terra, ma non penso sia così: l’acqua fa parte della mia vita, della mia natura, direttamente o indirettamente. Nei miei romanzi i personaggi interagiscono sempre con l’acqua, sia il mare o un fiume, la laguna o canali sotterranei. Sono nato in via Cavour a Comacchio davanti a un canale e giocavo con gli amici nelle valli: e volenti o nolenti tutti raccontiamo quello che si è visto da bambini, no?».
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