Sogno di un comacchiese Una canzone per aiutare i bimbi di un orfanotrofio
Il brano “I found you” è di Carli Ballola, musicista che vive a New York «Sono orgoglioso perché mi sostengono artisti conosciuti sui social»
il progetto
Davide Bonesi
Manuele Carli Ballola è un musicista comacchiese, passato per il conservatorio di Ferrara e da alcuni anni residente negli States, dove compone musiche per film e videogiochi e insegna pianoforte e composizioni. Lo avevamo intervistato lo scorso febbraio e ci aveva raccontato della sua vita a New York, dei suoi progetti e del fatto che aveva coronato il sogno di vivere con la musica. Ma una cosa è certa, non sta fermo e così in virtù dei contatti creati in questi anni, in particolare con l’Italia, proprio in questi giorni sta per lanciare una nuova canzone, che è al contempo un progetto benefico, dal titolo “I found you”. Un progetto che, come conferma il musicista ferrarese, è nato di fatto sulle piattaforme social, «il team si è formato così, ci siamo conosciuti e visti solo online nell’arco di questi ultimi anni e hanno accettato subito con notevole gioia l’idea di partecipare al progetto di questa canzone. E se qualcuno di loro lo conosco da tanto, alcuni contatti sono nati attraverso la promozione della mia musica e l’intesa è stata praticamente immediata».
“I found you”, come spiega lo stesso Carli Ballola, è una canzone in stile Walt Disney, «che vorrei usare come messaggio forte per le persone sole, in particolare i bambini abbandonati, quelli negli orfanotrofi, perché il messaggio nel testo è che l’obiettivo di una vita è lottare per coronare i propri sogni». Come ha fatto Carli Ballola del resto.
LA CANZONE
E così ecco il coinvolgimento degli altri compagni di viaggio, la talentuosa cantante pescarese Ĭmāgo latens, «che ha ascoltato la musica e ha detto subito ok». Solo che mancava il testo ed ecco che lo stesso autore ci ha lavorato, con l’aiuto della moglie psicologa (Maica Buiani, a sua volta ferrarese) che ha dato poi un contributo per la traduzione in inglese, «oltre che un supporto gestionale/emotivo senza precedenti attraverso il coaching. Della chitarra si è occupato Erik Ventrice di Carmagnola, «anche lui mai visto di persona. Gli ho spiegato che mi serviva una chitarra dolce, ha risposto sì e ne è venuto fuori un giro di chitarra spettacolare». Nel mondo musicale di Carli Ballola c’è poi da sempre Ugo Bolzoni dell’etichetta Neven Records (con studio a Rovigo): «Mi ha sempre supportato in tutto - dice il musicista ferrarese -, quando gli ho parlato della canzone si è subito detto pronto a occuparsi di mixaggio, mastering e produzione». E per completare la squadra (il team, please), ecco un altro ferrarese, Carlo Salomoni, che ha realizzato la cover del singolo, «venuta pazzesca già al primo tentativo».
L’OBIETTIVO
Lo scopo di questo brano è doppiamente benefico. Nel senso che il testo racconta di un bambino che ha avuto un’infanzia difficile, ha perso i genitori, ma grazie anche a una brava persona che lo aiuta corona il suo sogno e poi dice agli altri di crederci sempre. Insomma, un messaggio forte per gli altri. E poi c’è l’obiettivo solidale, ossia la campagna crowdfunding per raccogliere 3.000 dollari, da donare a un orfanotrofio. «Il mio, nostro sogno americano, l’ho raggiunto anche grazie a mia suocera, Grazia Nagliati, persona adottata e capace di fare grandi cose. Da lì l’idea di aiutare i bimbi orfani, un problema era quello di trovare un’organizzazione seria, affidabile ma ho visto molte star americane supportare i progetti dell’associazione Raising Malawi, creata da Madonna. L’associazione con i fondi raccolti acquista abiti, ma anche materiale per suonare o per imparare a recitare».
Il brano è disponibile sia su iTunes che Amazon music, costa 0.99 euro, di cui 0.70 vengono donati e gli altri per i costi vanno a TuneCore, la compagnia di distribuzione. Per le informazioni, i link per scaricare il brano e l’aggiornamento della raccolta fondi seguire il profilo Instagram dell’autore, @manuelecarliballola.
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