La Nuova Ferrara

Il futuro della Terra a rischio “Boomerang” Un viaggio onirico ricco di illusioni danzanti

Antonio J. Palermo
Il futuro della Terra a rischio “Boomerang” Un viaggio onirico ricco di illusioni danzanti

Oggi e domani la compagnia Rbr al Teatro Nuovo di Ferrara. Il fondatore: «Vogliamo che gli spettatori si interroghino» 

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Lo spettacolo

Attenzione a come ci comportiamo perché tutto ci può ritornare indietro, un po’ come un boomerang.

Lo spettacolo “Boomerang, gli illusionisti della Danza”, dove danza e sensibilità sulle tematiche ambientali si fondono in una magica illusione scenica, sarà in scena oggi e domani alle ore 21 al Teatro Nuovo di Ferrara, con la compagnia Rbr Dance Company Illusionistheatre, fondata e diretta da Cristiano Fagioli e Cristina Ledri.

la compagnia

Il nome della compagnia deriva da quello delle linee metropolitane di New York che conducevano da Brooklyn, dove i due fondatori risiedevano, fino a Manhattan. La compagnia ha da sempre prodotto spettacoli innovativi di danza contemporanea utilizzando diversi linguaggi: Bicycle, Abyss, Open Space, Blue Two, Show System, Pericle Principe di Tiro, la Natura e l’Amore, Varietas Delectat, Mosaico, Giulietta e Romeo l’amore continua… e Il Circo di Zeus.

Il 2015 è l’anno di “Indaco e gli illusionisti della danza”, racconto danzato sull’ambiente come anima del mondo per la sensibilizzazione dell’opinione pubblica sul tema del rispetto ambientale.

Molti i premi ricevuti, tra questi: il Premio Hesperia, il Premio Internazionale Re Manfredi, il Riconoscimento Premio Michelangelo. La compagnia è spesso partner culturale di eventi nazionali di spettacolo, come gli Oscar della Lirica all’Arena di Verona, il Ballo del Doge a Venezia e il Carnevale Ambrosiano e il riconoscimento nel 2021 dal Ministero della Cultura come Organismo di Produzione della Danza.

il coreografo

Dopo il debutto lo scorso agosto al Todi Festival, lo spettacolo punta a lasciare un segno nella mente dello spettatore trasportandolo con illusioni danzanti in un viaggio onirico. «Lo si può dividere essenzialmente in tre quadri – dice Cristiano Fagioli, regista e coreografo –. Lo spettacolo inizia con la comparsa della vita sulla Terra e il progressivo ritirarsi delle nevi perenni, per poi passare al secondo quadro: viene rappresentato nella quotidianità automatizzata e omologata delle città moderne, con un’umanità sovrastata dalla tecnologia. Infine con l’ultimo quadro viene rappresentato la profondità degli abissi del mare ma oramai riempite di plastica».

Uno spettacolo volto a sensibilizzare il rispetto per l’ambiente, cercandolo di condurre il pubblico in una dimensione parallela: «Vogliamo che il pubblico alla fine dello spettacolo si ponga una o più domande, noi abbiamo solo questo pianeta e lo dobbiamo rispettare».

Un rispetto e un’attenzione verso le tematiche dell’ambiente che nasce fin dal debutto del 2014 che si è evoluto e che si è adattato nel corso degli anni: «Mentre all’inizio “Indaco” era trasversale e parlava in maniera generale, noi con questo spettacolo vogliamo dare qualcosa in più con questi tre quadri di rappresentazione».

La pandemia da Covid-19 ha creato notevoli difficoltà alla ripartenza per gli spettacoli ma Cristiano Fagioli è fiducioso: «Non vedevamo l’ora di uscire o comunque di iniziare a vedere un po’ di luce. Siamo contenti perché comunque abbiamo parecchie date e ci voleva proprio».

Antonio J. Palermo

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