Dalla vita a Comacchio alla morte in trincea
Bresciani ricostruisce la storia di Zanni, morto al fronte Il libro verrà presentato domani al circolo dei Negozianti
Davide Bonesi
La storia di un comacchiese che ha vissuto a cavallo di due secoli svolgendo vari mestieri, fino a morire appena 24enne nella Prima Guerra Mondiale. Il ferrarese Giancarlo Bresciani, già autore di diversi volumi, ha deciso di fare un salto nella storia, raccontando la vita di Antonio Zanni, nel volume intitolato proprio “Storia di Antonio Zanni di Comacchio, pescatore di frodo, contabile, soldato”, pubblicato dalla casa editrice ferrarese La Carmelina. Il libro è uscito in realtà nel 2020, ma è stato presentato una sola volta a Ferrara a causa della pandemia. Finalmente ecco una seconda presentazione, nella sede dell’associazione circolo Negozianti, Palazzo Roverella in corso Giovecca a Ferrara, domani pomeriggio alle 17, in un appuntamento che ha il patrocinio dell’associazione De Humanitate Sanctae Annae e di AssoArma Ferrara con il loro rappresentante Riccardo Modestino che sarà al fianco dell’autore. Ingresso libero con Green pass (o tampone negativo effettuato nelle ultime 48 ore), cento i posti disponibili.
DA BAMBINO
Bresciani ha concepito questo libro quando era bambino, anche se poi la realizzazione del progetto è arrivata in età adulta. «Ero bambino quando mio padre mi portò al sacrario di Redipuglia – conferma Bresciani –, vidi il loculo di un certo Antonio Zanni. Ebbene era lo zio di papà, infatti mio nonno era un Zanni. Questa storia non l’ho mai dimenticata e crescendo ho voluto documentarmi, trovando agganci interessanti».
Zanni nacque avendo una sorella di 16 anni maggiore, in pratica una seconda madre, sempre al suo fianco fino alla Grande Guerra, che lo vide morire in battaglia l’11 novembre del 1915. «La sua è stata una vita interessante in un periodo interessante, all’inizio del ventesimo secolo a Comacchio. Ho deciso di dividere il libro in tre periodi diversi: la giovinezza a Comacchio, gli anni a Ferrara seguendo la sorella che aveva sposato un ferrarese e la guerra. Ho voluto romanzare la storia, partendo dal fatto che Antonio era un idealista, anche per come vedeva Comacchio, lui infatti era stato un fiocinino orgoglioso di lavorare nelle Valli in un periodo caratterizzato da contese. A Ferrara, invece, lavorò in una ditta di contabile».
GRANDE GUERRA
Zanni è uno dei tanti ferraresi morti durante la Grande Guerra, per fortuna almeno uno di quei caduti di cui si sapeva il nome: «Ho documentato la brigata Lazio a cui era stato assegnato. È morto nella quarta battaglia del Carso, sul Monte San Michele dove è stato sepolto. Fra i tanti ignoti, lui è uno dei caduti identificati subito con il nome e le spoglie nel 1936 furono poi traslate al sacrario». Inevitabile chiedere a Bresciani che cosa ha saputo in famiglia di Zanni: «In realtà poco o niente, c’era molta riservatezza su questo tema, a parte quell’unica volta con mio padre a Redipuglia. Anche mio nonno non ne parlava, però mio padre in famiglia pur chiamandosi Gino veniva chiamato Tonino, penso in ricordo dello zio. Credo se ne parlasse poco perché la perdita fu molto dolorosa. Ma ho sentito di tante persone che non parlano dei parenti morti in guerra o delle guerre stesse. Con questo libro ho voluto descrivere un’epoca e soprattutto Comacchio attraverso la storia di una persona».
NEL RINASCIMENTO
Il volume, giunto alla seconda edizione, sarà presentato compatibilmente con la pandemia anche a Comacchio e in altre biblioteche della provincia di Ferrara; gli incontri sono in fase di definizione. E a proposito di storia, entro la fine dell’anno uscirà il nuovo libro di Bresciani, stavolta dedicato al duca Alfonso II d’Este e alla sua vita. Alfonso II d’Este fu il quinto duca di Ferrara, Modena e Reggio e l’ultimo a reggere il Ducato di Ferrara dal 1559 sino alla morte. Un libro totalmente diverso dal precedente, ambientato questa volta nel Cinquecento, in pieno Rinascimento.
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