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Cento, il Guercino torna a casa: «Festa per tutta la comunità»

Il quadro è stato donato al Comune da imprenditori e Amici della Pinacoteca. L’opera realizzata dal fratello minore di Barbieri sarà a disposizione del pubblico


12 dicembre 2021 Beatrice Barberini


Cento vanta da oggi un tesoro inestimabile, è il prezioso dipinto “Argenti e paramenti vescovili” di Paolo Antonio Barbieri (1603–1649), fratello minore del famoso pittore Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino. È stato donato alla città dall’associazione Amici della Pinacoteca Civica di Cento e dall’associazione Imprenditori centesi per la Cultura. Torna a Cento dopo 300 anni da quando venne ereditato dai pronipoti del Guercino, andrà ad arricchirà la collezione della Civica Pinacoteca di Cento.

Ieri alla cerimonia di donazione, il presidente di Credem Lucio Igino Zanon di Valgiurata ha dato il benvenuto nel Salone di Rappresentanza ai protagonisti di questo atto di grande generosità a favore della città. A nome dell’intera città, il sindaco Accorsi ha ringraziato le due associazioni che non hanno voluto perdere questa occasione eccezionale per accrescere le collezioni comunali con l’acquisto e la donazione di un’opera davvero unica: «È un giorno di festa per la cultura centese e per l’intera città, che riceve questo dono di immenso valore, non solo economico. L’acquisizione di un quadro dipinto da Paolo Antonio Barbieri, fratello del Guercino, assume ben più valore a Cento, che ha dato i natali ai Barbieri. Terminati i lavori, riapriremo la Pinacoteca con un grande evento che riporterà Cento al centro dell’interesse artistico e culturale regionale e nazionale».

Ad aderire con entusiasmo all’iniziativa «che lascerà un segno indelebile» l’associazione Imprenditori centesi per la Cultura col presidente Stefano Borghi, e l’Associazione Amici della Pinacoteca Civica con la presidente Cristina Grimaldi Fava. È stata lei infatti che, assieme al marito Gianni Fava, grandi appassionati e collezionisti d’arte, a scoprire per caso il dipinto tra gli stand della Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze nel 2019. Un racconto intenso, quello di Grimaldi Fava, che ha ripercorso i momenti che vanno dalla scoperta dell’opera fino al suo acquisto: «Sulla scia tracciata da monsignor Salvatore Baviera – ha detto la Grimaldi Fava – secondo cui cultura e impresa devono operare insieme per il bene della comunità, le due associazioni si sono impegnate per la crescita culturale, sociale, civica e spirituale della comunità. Dopo aver acquistato un dipinto di Cesare Gennari, donato poi alla Pinacoteca, abbiamo riportato a Cento quest’opera di Paolo Antonio Barbieri, di una bellezza straordinaria. Magnifica la qualità pittorica con cui Paolo Antonio ha descritto gli oggetti preziosi di un vescovo posati sulla mensa eucaristica per celebrare la Messa. Un cantico di fede, con valenza simbolica e spirituale». All’appello dei Fava, hanno risposto tanti imprenditori, amici della cultura centese.

Presenti nel Salone, autorità civili, militari e religiose, Francesco Gonzales, responsabile dei beni culturali della diocesi di Novara e collaboratore della Fondazione Sir Denis Mahon, e Alessandra Di Castro, antiquaria che a Firenze aveva esposto il prezioso dipinto, oggi presidente Associazione Antiquari Italiani. Terminati i lavori, il dipinto andrà ad arricchire la Civica Pinacoteca di Cento, ha riferito il direttore dei Musei Civici di Cento Lorenzo Lorenzini: “Nostro compito ora, è conservare l’opera. La nuova Pinacoteca avrà soluzioni tecnologiche studiate per conservare il nostro grande patrimonio artistico e culturale. Al momento i il quadro verrà esposto in Sala Mazzonis, nella Pinacoteca San Lorenzo, oggi chiusa per problemi tecnici”.

Ripercorso da Daniele Benati (ordinario a Unibo), il percorso artistico di Paolo Antonio Barbieri, amato fratello del Guercino, suo collaboratore nel redigere il famoso “Libro dei Conti” dal 1629 al 1649, grande protagonista e punto di riferimento in ambito emiliano-romagnolo della natura morta, rustico realistica, ma anche aristocratica. Nel prezioso “Argenti e paramenti vescovili” è evidente il richiamo alla pittura spagnola. E infine la proposta lanciata da Benati e Fava: «Dedichiamo una mostra che renda omaggio al fratello tanto amato del Guercino».

Beatrice Barberini

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