La Nuova Ferrara

AL CINEMA 

Il milanese imbruttito e le origini ferraresi «Nonno codigorese Ho l’Emilia nel Dna»

Davide Bonesi
Il milanese imbruttito e le origini ferraresi «Nonno codigorese Ho l’Emilia nel Dna»

Lanzoni racconta il solido legame con la nostra provincia «Persone umili e grandi lavoratori. E le tagliatelle di nonna»

4 MINUTI DI LETTURA





Davide Bonesi

Germano Lanzoni per tutti è il milanese imbruttito, star del web irriverente che ha accompagnato tanti momenti bui di questi (quasi) ultimi due anni caratterizzati dalla pandemia. Lanzoni è un comico, ma anche un docente e formatore e, soprattutto, è il protagonista di uno dei film più visti ora al cinema, “Mollo tutto e apro un chiringuito”, al cui fianco figurano Claudio Bisio, Paolo Calabresi, Jake La Furia ed Elettra Lamborghini. Ma pochi sanno che il milanesissimo (e milanista, è speaker ufficiale dei rossoneri dal 2000) Lanzoni ha origini ferraresi. Anzi, codigoresi, visto che nonno Giuseppe partì proprio da Codigoro per cercare fortuna a Milano. Raggiunto al telefono Lanzoni mostra tutta l’umiltà ereditata dai nonni, sorpreso non solo dai selfie dei fan mentre è in giro per Milano ma, soprattutto, di vedere la città tappezzata di sue foto. «È incredibile», continua a ripetere durante l’intervista, che parte proprio dai nonni paterni codigoresi. «Proprio vero - conferma Lanzoni -, nonno Giuseppe era del Basso Ferrarese, di Codigoro, mentre nonna Jolanda era arrivata a Codigoro da un paese di là dal Po, in provincia di Rovigo. Sono stati alcuni anni a Milano, poi hanno deciso di spostarsi in Liguria ed era bellissimo sentir parlare il nonno rigorosamente in dialetto, un misto tra ferrarese, milanese e ligure».

Lanzoni, nato e cresciuto a Milano, non ha tenuto rapporti con i parenti codigoresi: «Sicuramente ce ne sono ancora, ma la mia vita si è sempre sviluppata qui. I nonni invece allora avevano tenuto i contatti, si sentivano di frequente. Pensiamo poi che il primo periodo era quello subito dopo la guerra, c’erano povertà e umiltà, la nonna andava alla Pirelli da Gorla in bicicletta, non certo una passeggiata, ci fossero pioggia o neve. Per loro la vita era lavoro, lavoro, lavoro, questo è dentro, “inside”. E devo dire che Milano ripaga chi lavora con impegno».

ANEDDOTI

Lanzoni ha un ricordo simpatico dei nonni: «Le tagliatelle di mia nonna erano uniche, preparava lei la pasta, rigorosamente senza acqua. Con il passare degli anni, quando ne aveva più di 70 ed era faticoso tirare il mattarello, capitò che mise appena qualche goccio di acqua proprio sul mattarello. Una volta seduti tutti a tavola, con un ragù fatto in casa e mio padre che si sarebbe mangiato anche la pentola, mio nonno sbottò dicendo a mia nonna che aveva usato l’acqua e gettò il piatto in mezzo alla tavola... Che volete, io ci tengo alle mie origini. Penso che le persone si formino dove crescono e io sono nato e vissuto a Milano, ho frequentato qui la scuola di Teatro, la città mi è entrata dentro, ma nel mio Dna c’è anche una parte emiliana, quella dell’allegria e serenità».

IL FILM

“Mollo tutto e apro un chiringuito” è uno dei film del momento, con i personaggi del milanese imbruttito e del fido Giargiana che sono ormai amatissimi dal pubblico di tutte le età. Ma bisogna fare un doveroso passo indietro: Lanzoni è un attore che impersona il milanese imbruttito così come ha recitato ne “Il terzo segreto di satira”, entrambi progetti di giovani che hanno usato la rete per avere popolarità, riportando in auge la comicità milanese: «La comicità vive flussi - dice Lanzoni -, nel senso che alla base magari c’è un certo programma televisivo, poi un film e il movimento viene trainato. Ogni città sviluppa personaggi in continuazione, noi siamo giullari che guardano la realtà da un certo punto di vista e a Milano il riferimento è la milanesità, la creatività, gli stilisti, eccetera. Abbiamo avuto il periodo d’oro con Fo, Jannacci, Cochi e Renato, poi c’è stato chi ha tenuto in piedi il movimento, penso a Paolo Rossi, legato a Ferrara come me. La fortuna del progetto il milanese imbruttito sono stati i social, il non avere filtro dei media».

Il lockdown ha poi amplificato i numeri: «Intanto la pandemia è stata ed è una tragedia, non dobbiamo dimenticarlo. Certo, durante il lockdown abbiamo avuto più tempo per lavorare alla sceneggiatura, la vera protagonista del film. Il lavoro ha convinto Medusa e lo abbiamo realizzato, solo che alla prima visione solo per noi a settembre ci siamo convinti che era un film adatto al Natale. Il protagonista cambia vita come i miei nonni paterni, parte con il piano “B” e raggiunge la bellissima Sardegna, portandosi dietro il Giargiana. La storia è divertente, io per primo mi sono divertito a girare il film e spero che per gli spettatori al cinema lo sia ancora di più. È un film che racconta il nostro tempo in modo leggero, ironico, serve per staccare un paio d’ore dalla pesante quotidianità».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google