La Nuova Ferrara

ferrara 

Novant’anni di grasse risate La Straferrara festeggia con Cicci

Margherita Goberti
Novant’anni di grasse risate La Straferrara festeggia con Cicci

Da domenica cinque spettacoli alla sala Estense e gran finale al Comunale  Tagliano il traguardo dei 90 sia la compagnia che la storica direttrice 

2 MINUTI DI LETTURA





Saranno cinque gli spettacoli che la Straferrara terrà alla sala Estense in piazza Municipale (a Ferrara), più un sesto al Teatro Comunale “Claudio Abbado”, per festeggiare il 90º compleanno di questa storica compagnia e ricordare le figure che più di tutti l’hanno caratterizzata: Ultimo Spadoni e Beppe Faggioli, ossia il fondatore e il capocomico per tantissimi anni.

Il primo appuntamento domenica 26 dicembre alle 16 con “La sbragunzona” scritta da Bertoni, poi si passerà a sabato 1 gennaio con “A i fagh balàr com il mariuneti” di Faggioli e subito il giorno dopo, domenica 2 gennaio, con “Tuta colpa d’la paternicilina” sempre di Beppe Faggioli.

il calendario

Una breve sosta tanto per arrivare alla Befana e il 6 gennaio sarà la volta di “Al tramac” di Celati e Forti, ambientata nel 1929, per chiudere la programmazione alla sala Estense domenica 9 gennaio con “Na mata con dal giudizi” di Beppe Faggioli. Posto unico 8 euro e sempre ingresso alle 16.

La Straferrara si trasferirà poi giovedì 13 gennaio al Teatro Comunale, dove alle 20.30 interpreterà durante una serata straordinaria, “Pez da 90” un puzzle con le scenette più brillanti delle commedie del repertorio della compagnia di questi 90 anni; la Straferrara infatti si costituì il 14 agosto e debuttò il 3 settembre a Pontelagoscuro con “Padar, fiol e Stefanin” di Alfredo Pitteri fino all’ultima dei giorni nostri, “Galina vecia”. Essendo il materiale particolarmente vasto, si ricorderanno ovviamente solamente le battute più spiritose.

Ma c’è un altro compleanno importante, quello di Cicci Spadoni Faggioli la figlia del fondatore e poi moglie di Beppe che festeggerà anche lei 90 anni, proprio come la compagnia. Oggi è lei che dirige la Straferrara e organizza le serate, nonché il Festival del dialetto e anche il 13 gennaio prima presenterà l’evento e poi interpreterà tre scenette insieme alla compagnia al completo, con i suoi 24 attori che non si sono fermati neppure durante la pandemia del Covid.

Insomma, ormai da decenni la Straferrara è sulla breccia. Novanta anni di attività e per una compagnia teatrale, addirittura dialettale, non sono pochi. L’aver resistito nel tempo vuol dire che chi ne tiene le fila ha saputo creare un buon affiatamento fra tutti i componenti e saputo svolgere un’attività che ha suscitato interesse. Per i ferraresi la Straferrara ha costituito infatti nel tempo una parte importante del loro divertimento. Un sogno nel cassetto della Straferrara - e con essa anche di altre compagnie - è arrivare all’assegnazione di un teatro stabile, dove poter tramandare le commedie in vernacolo, perpetuando il repertorio esistente e rinnovandolo con altre proposte.

Margherita Goberti

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google