Mezzo milioni di esemplari al museo di Storia naturale
Sono circa 500mila i pezzi che compongono il patrimonio custodito nel Museo civico di Storia naturale di Ferrara. Il dato è emerso nel corso del workshop “Collections”, che si è tenuto lo scorso 16 dicembre 2021 all’interno del museo e che è stato seguito da circa 50 persone in presenza e un’ottantina online.
Negli ultimi mesi, il museo ha acquisito estese collezioni entomologiche, malacologiche e di minerali. Altre donazioni hanno interessato reperti singoli ma particolarmente significativi, che porteranno in museo l’ibis eremita, l’ibis sacro, il grifone, il lupo, il gatto selvatico, lo sciacallo, tutti animali rimasti vittima di incidenti stradali o di folgorazioni contro i cavi dell’alta tensione in varie parti d’Italia.
Oggi il museo possiede circa 500.000 esemplari entomologici (coleotteri, api e vespe, farfalle, ditteri, libellule, ecc.) conservati a secco e più di 5.000 reperti che, per la loro particolare natura biologica, rimangono conservati in alcol etilico. A questi invertebrati si aggiungono 104.000 molluschi (chiocciole e bivalvi). Gli esemplari provengono da varie parti del mondo ma con un focus particolare su Emilia-Romagna e Delta del Po. Anfibi, rettili, mammiferi, uccelli comprendono oltre di 6.500 reperti, mentre le collezioni di fossili e minerali raccolgono oltre 21.000 pezzi.
Ai reperti acquisiti dall’esterno si aggiungono in modo costante i tanti elementi che provengono dalle ricerche sul campo, condotte dagli esperti stessi del museo, in particolare fra gli imenotteri (api e sinfiti), i coleotteri carabidi, i ditteri sirfidi, gli organismi acquatici, i piccoli mammiferi, rettili e anfibi e molluschi terrestri.
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