La Nuova Ferrara

Chef Callegaro ai fornelli di Villa Ottagonale «Cucino per passione Cracco è stato un faro»

Lorenzo Gatti
Chef Callegaro ai fornelli di Villa Ottagonale «Cucino per passione Cracco è stato un faro»

Adria, Milano e il Delta del Po: oggi il vincitore di MasterChef 2015 lavora in Lombardia ma non dimentica il Grande Fiume (e Ariano) 

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IL PERSONAGGIO

Considera Carlo Cracco suo maestro di cuisine ed ha per mentori Matias Perdomo, chef del bistellato “Contraste” a Milano, e René Redzepi, genio culinario del tre volte stellato “Noma” di Copenaghen; entrambi stellati. “Mica pizza e fichi” per restare in ambito gastronomico. Stefano Callegaro, cuoco di Adria e vincitore della 4ª edizione di MasterChef, a luglio ha tenuto a battesimo la riapertura di Villa Ottagonale ad Ariano Ferrarese.

TRA ROMA E IL DELTA

Un po’ gitano e molto eclettico, lo chef veneto è nato ad Adria 49 anni fa, dove è cresciuto fino ai 20 anni poi ha girato tra Roma, Parigi, Dolo e Bologna, dove è stato per 16 anni, ed ora da sei lavora a Milano. «Il feeling col Delta? È nato per caso. Sono amico di Ersilia e Francesca, proprietarie del ristorante “da Checo” a Lido Volano - dice -. Negli anni scorsi mi avevano messo in contatto con la Pro Loco di Mesola e con Dario Zucconelli (ex vicesindaco di Mesola; ndr). Con loro ho realizzato due eventi alla Torre della Finanza a Volano, uno al castello di Mesola e due a Villa Ottagonale ad Ariano Ferrarese».

CUCINA E ARTE

Callegaro aveva appunto realizzato il rinfresco, lo scorso 3 luglio, per la riapertura del gioiello architettonico arianese, ritornato a splendere dopo un lungo e profondo restyling e, sempre nel cosiddetto “castelletto”, ha dato vita, insieme a Beatrice De Tullio (concorrente a MasterChef 3), il 10 ottobre alla serata “Tartufo in villa”. «Il giorno della riapertura della villa – continua lo chef – è stata molto piacevole e mi ha fatto piacere che sia tornata a vivere; è un edificio estremamente particolare dotato di molto fascino e con sale grandi; mi sono trovato bene a cucinare, gli spazi ci sono e sono stati allestiti strutture e servizi fruibili in loco». Ed infatti le iniziative all’ex Casino Idraulico, come era originariamente chiamato, continueranno anche quest’anno. «Abbiamo pensato – prosegue – ad una serata dedicata all’anguilla declinandola in quattro piatti». Ma Callegaro non nasce chef.

PRIMA DEI FORNELLI

«Ho studiato marketing e lavorato in una multinazionale a Milano come marketing manager – racconta – poi ho fatto l’immobiliarista a Bologna e solo dal 2015 mi sono dedicato alla cucina in modo professionale. Ho girato tante cucine: Copenaghen, Londra ed in Francia; sono stato anche da Bottura (il trie volte stellato chef dell’Osteria Francescana di Modena, ndr). Ho trasformato una passione in un lavoro; la cucina mi permette di esprimere la mia creatività». Poi il talent in televisione. «L’esperienza a MasterChef? Non assurgi a chef perché lo hai vinto; ci sono anche talento, amore e passione, la strada va costruita». Quella che lui sta percorrendo dopo essere stato al fianco di artisti dell’arte culinaria che gli hanno trasmesso emozioni e tecniche. «Carlo (Cracco, ndr) è stato il mio faro. Il maestro che mi ha dato la mentalità, l’approccio e la visione; Matias (Perdomo; ndr) e René (Redzepi; ndr) mi hanno insegnato la tecnica».

Lorenzo Gatti

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