La Nuova Ferrara

CONVEGNO ARGENTO 

Da emigranti ad accoglienti La difficile etica della “restanza”

Da emigranti ad accoglienti La difficile etica della “restanza”

Antropologi e scrittori a confronto con gli alunni delle scuole sul complesso tema Fra i relatori anche Teti: «L’emigrazione è una condizione anche per chi resta»

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“Spaesamenti e appaesamenti. Per una antropologia del restare”. È il tema della 20ª edizione del Convegno nazionale Franco Argento, Culture e letteratura dei mondi e che si può seguire online già da alcuni giorni. Questa edizione si avvale della collaborazione dell’IT “V. Bachelet” Ferrara del patrocinio del Miur– Ufficio scolastico regionale per l’Emilia Romagna e trae ispirazione dagli studi e dalle riflessioni dell’antropologo e scrittore Vito Teti, per anni professore ordinario di Antropologia culturale presso l’Università della Calabria, il quale si è occupato lungamente nei suoi saggi di meridione e Calabria in particolare.

il tema

Emerge, dalle sue riflessioni, un’attenzione a quella che lui stesso definisce una “antropologia del restare”, un atteggiamento di attenzione ai rapporti tra locale e globale: «Un tempo partivamo noi, oggi siamo noi che dobbiamo accogliere. L’etica della “restanza” si misura con l’arrivo degli altri, con la messa in custodia del proprio luogo di appartenenza, con la necessità di avere riguardo, di avere una nuova attenzione, una particolare sensibilità, per i nostri luoghi» (La Restanza. Intervista all’antropologo Vito Teti, di Maria Teresa Galati, “Conquiste del Lavoro”, 25 maggio 2012). E ancora, «Già da molto tempo avevo segnalato che l’emigrazione non è soltanto una condizione di chi parte ma anche di chi resta. Esiste una ricca letteratura sul rapporto tra partiti e rimasti, spesso visti in contrasto tra di loro. Partire e restare sono, in realtà, due dimensioni, due condizioni, due verbi inseparabili, l’uno presuppone l’altro. Paradossalmente, oggi, che l’emigrazione tradizionale è finita e noi facciamo i conti con l’immigrazione, suggerisco che forse restare è quasi più faticoso del partire di una volta, perché chi resta sperimenta la condizione della “solitudine”».

Studiosi, scrittori, poeti, artisti e testimoni saranno chiamati a confrontarsi sui rapporti tra la “migranza”, che nel suo senso più ampio esprime una metafora della condizione umana contemporanea, e la “restanza”, che ne può costituire una specie di immagine specchio, attraverso la quale riguardare i luoghi con rispetto, con un occhio attento e nuovo, riflettere in modo critico i confini della mentalità comune e della stessa geografia umana e culturale.

I RELATORI

Ospiti e relatori sono stati Vito Teti, antropologo e scrittore, per anni professore ordinario di antropologia culturale presso l’Università della Calabria; Tahar Lamri (scrittore e giornalista di origine algerina); Nader Gazvinizadeh (poeta e scrittore); Sandro Abruzzese (insegnante e scrittore). Per l’associazione Gariwo (Gardens of the Righteous Worldwide): Pietro Kuciukian (console onorario d’Armenia, scrittore e co-fondatore di Gariwo) e Annamaria Samuelli (filosofa, co-fondatrice di Gariwo e responsabile dei progetti didattici della Fondazione). Interverranno anche i ragazzi di Occhioaimedia, redazione di giovani che si occupano di monitorare e segnalare gli articoli etnicamente discriminanti e gruppi di lavoro di studenti e insegnanti delle scuole superiori di Ferrara che hanno realizzato ricerche e laboratori sul territorio.

La registrazione del convegno è ora a disposizione al seguente link: https: //youtu. be/7e5zM7kH2AE. Il link è accessibile anche sui seguenti siti: http://ww3.comune.fe.it/vocidalsilenzio/index.htm, https: //www. associazionecittadinidelmondo.it/ e https://www.itbacheletferrara.it/.

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