La mostra di Crema a Ferrara fra le migliori dell’anno passato
Lo dice “Il Giornale dell’Arte” che ha definito l’allestimento «molto apprezzabile» Scardino: «È importante puntare sugli autori locali»
La mostra sul pittore ferrarese Giovanni Battista Crema, con i suoi 65mila visitatori, è stata giudicata tra le migliori, a livello internazionale, all’interno del tradizionale sondaggio di fine anno promosso da “Il Giornale dell’Arte”. È la 38ª edizione della graduatoria del “meglio” e del “peggio” dell’arte italiana redatta dalla storica testata raccogliendo l’opinione di docenti, storici e critici dell’arte, antiquari, galleristi, curatori, direttori di istituti e accademie, collezionisti. A esprimere il proprio giudizio annoverando la monografica ferrarese, ospitata da maggio al 26 dicembre 2021 al Castello estense, nel meglio della programmazione italiana (e non solo) dell’anno è stato il professor Paolo Bolpagni, direttore della Fondazione Ragghianti di Lucca, che rivela di aver “molto apprezzato” opere, allestimenti, scenario e cita i curatori, Manuel Carrera e Lucio Scardino.
Bolpagni è stato, fra le altre cose, direttore del Centro studi “Paolo VI” sull’arte moderna e contemporanea di Brescia, e ha curato l’allestimento del museo Collezione Paolo VI – arte contemporanea, inaugurato nel 2009 dalla visita di papa Benedetto XVI e, nel 2016, ha ideato e istituito il Premio Paolo VI per l’arte contemporanea e aperto i nuovi spazi espositivi per mostre e allestimenti temporanei. «Sono molto felice che un artista “provinciale” (e uso questo termine con fierezza) sia stato riconosciuto a livello nazionale – dice Scardino –. La classifica redatta dal professor Bolpagni è un incoraggiamento a proseguire sull’indirizzo intrapreso, dedicato ai pittori ferraresi che parlano un linguaggio universale».
«La presenza di una mostra ferrarese tra quelle più apprezzate del 2021 nell’opinione di un docente di primissimo piano è un premio alla città, alla sua programmazione culturale, alla linea di indirizzo che fin dall’inizio ci siamo dati: valorizzare innanzitutto gli artisti figli della nostra terra – sottolinea l’assessore Marco Gulinelli –. Ciò conferma il fatto che l’arte e gli autori che troppo spesso vengono bollati come “locali” in realtà manifestano, in molti casi, una qualità apprezzata ben oltre i confini della nostra provincia».
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