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Ferrara, all’asta uno squalo di Sturla Avogadri: «Quello di Rambaldi rimane con me»

Samuele Govoni
Ferrara, all’asta uno squalo di Sturla Avogadri: «Quello di Rambaldi rimane con me»

Il pilota ferrarese vola in Francia per “Affaire conclue”. Il programma tv propone articoli rari e oggetti di pregio

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FERRARA. Andrà all’asta il modello di squalo tigre posseduto da Riccardo Sturla Avogadri, pilota ferrarese ed esperto di pescecani. L’oggetto appartenente alla sua collezione verrà consegnato al miglior offerente nei prossimi giorni nell’ambito di “Affaire conclue”, programma televisivo francese in onda su France 2. Sturla Avogadri, che da anni ormai vive in Massachusetts, ha scoperto la trasmissione quasi per caso e ha subito capito di avere le carte in regola per partecipare. Nel programma, infatti, vengono proposti cimeli, rarità ed oggetti preziosi di vario genere.

CIMELI E TV

In anni di studi, viaggi e ricerche il ferrarese ha messo insieme qualcosa come 25mila oggetti. Dai fossili ai giocattoli, dai modellini agli squali imbalsamati, passando per film, manifesti, riviste d’epoca, libri e statue, Sturla Avogadri possiede una collezione vastissima sul tema dei pescecani. «Ho tantissime rarità ma di certo una delle cose a cui sono più legato è lo squalo bianco realizzato per me da Carlo Rambaldi. Si tratta – racconta – di un modello enorme e unico nel suo genere. Una ventina d’anni fa, quando il tre volte premio Oscar era ancora in vita, l’acquario di Torvaianica lo valutò centomila euro». Pensare a quell’oggetto per il collezionista è stato inevitabile. «Ho contattato la trasmissione, spiegato chi sono e inviato una documentazione dettagliata a supporto del mio racconto. Dopo mesi di silenzio – continua - sono stato ricontattato ma non per lo squalo bianco, bensì per un modello più piccolo e sicuramente meno impegnativo a livello economico».

Sturla Avogadri acquistò in Thailandia il modello di squalo tigre che verrà proposto da “Affaire conclue”. Il programma è diviso in due momenti. Prima il venditore presenta sé e il suo articolo a esperti del settore che ascoltano la storia del proprietario e valutano il valore dell’oggetto. Poi, dopo aver dato un valore economico indicativo dell’articolo, si entra nella seconda parte. In studio arrivano aspiranti acquirenti (esperti, collezionisti, curiosi facoltosi, cacciatori di rarità) e si comincia con le offerte. «Il bello – spiega Sturla Avogadri – è che il proprietario non è costretto a vendere l’oggetto. L’ultima parola spetta a lui e quindi, in caso di ripensamenti dell’ultimo minuto o offerte troppo basse, si può anche fare un passo indietro e dire basta».

Il pilota, che per la seconda volta ha preso una pausa dal cielo per concentrarsi sugli abissi, vuole portare la sua storia e il suo sapere ai francesi. «Separarmi dal mio squalo tigre sarà un dolore ma – dice – se questo servirà per nuove occasioni, sarà un male necessario». Il suo obiettivo, infatti, è quello di creare nuovi contatti e legami con il mondo dell’immersione.

IL GRANDE SOGNO

«Nel corso degli anni ho creato diverse mostre temporanee in giro per l’Italia, ma mi piacerebbe dare una sede permanente alla mia collezione. Pensare a un museo degli squali mi emoziona, è un sogno che coltivo da tanto tempo. Sicuramente lo squalo bianco di Rambaldi è un pezzo che amo tantissimo e a dirla tutta sono anche contento che non sia stato scelto per l’asta». Poi, conclude: «Nella mia collezione c’è tantissimo: libri antichi e rarissimi, mascelle fossili che ho assemblato in anni e anni di ricerche, giornali antichi, merchandising e dispositivi antisqualo… trovare una casa a tutto questo sarebbe fantastico».

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