La Nuova Ferrara

I Sonics al Nuovo tra fantasia e bellezza «Così mescoliamo discipline e linguaggi»

Samuele Govoni
I Sonics al Nuovo tra fantasia e bellezza «Così mescoliamo discipline e linguaggi»

La compagnia acrobatica in scena sabato con “Duum”. Il fondatore e direttore artistico Pietrolini racconta lo spettacolo 

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L’INTERVISTA

Samuele Govoni

Il teatro acrobatico dei Sonics, compagnia piemontese famosa per le sue produzioni a livello internazionale, sabato alle 21 farà tappa al Nuovo di Ferrara (piazza Trento e Trieste) con “Duum”, spettacolo visionario e multidisciplinare. In un futuro ipotetico e post apocalittico, gli abitanti della Terra sono costretti a rifugiarsi nel sottosuolo per sopravvivere a un cataclisma naturale che non ha lasciato scampo alla maggior parte delle persone.

I superstiti ricostruiscono abitazioni e piccoli centri, nasce il “mondo di sotto”, le generazioni cambiano e quasi nessuno ormai si ricorda ciò che c’era prima. Tra coloro che hanno memoria del “mondo di sopra” c’è l’architetto Serafino che sogna di tornare a vedere il cielo e fa di tutto per riuscirci. Sarà lui a guidare i suoi compagni di avventura – interpretatati dagli acrobati, ginnasti e ballerini della compagnia – in un viaggio alla scoperta della felicità e della bellezza. In attesa di scoprire la valle di Agharta e il “mondo di sotto”, Alessandro Pietrolini, fondatore e direttore artistico dei Sonics, si racconta.

Quando è nato “Duum”?

«Nel 2014. Sette anni fa lo presentammo a Edimburgo e dopo un tour europeo approdammo in Italia. Da allora abbiamo continuato a portarlo in giro a più riprese, inserendo nuove parti, modificando alcuni dettagli e aggiungendo videoproiezioni in 3D capaci di dare forza al racconto».

Lei come descriverebbe lo spettacolo?

«Discipline e linguaggi si mescolano, si intrecciano per dare forma ad una storia immaginaria. Sotto i riflettori ci sono acrobati, proiezioni, giochi di luce, musiche e scenografie evocative. L’obiettivo di “Duum” è raccontare una storia che sia capace di emozionare e fare trascorrere al pubblico ottanta minuti piacevoli».

Il vostro è un percorso particolare, soprattutto in Italia dove anche i musical si sono presi il loro spazio solo negli ultimi anni. Quando siete partiti avevate paura di non farcela?

«Siamo nati vent’anni fa e siamo stati incoscienti da subito. All’inizio abbiamo “giocato”, poi dal 2006 le nostre produzioni hanno iniziato a girare, ci siamo fatti conoscere e abbiamo portato le performance in diverse parti del mondo. Abbiamo un pubblico eterogeneo, ci sono gli appassionati di arti circensi, i curiosi e i giovanissimi. Cerchiamo di offrire il prodotto migliore possibile».

Come avete vissuto gli ultimi mesi?

«Abbiamo cercato di non fermarci mai, né col corpo né con la mente. A casa abbiamo continuato a fare esercizi, a scrivere e creare. Tornare in teatro è stato bellissimo anche se è ancora tutto molto complicato».

Chi sono oggi i Sonics?

«Gli stessi di prima con qualche consapevolezza in più e tanta voglia di fare. Ogni volta che saliamo sul palco ci mettiamo in discussione. Apprezzo le critiche, purché siano costruttive. Raccontiamo storie, siamo felici di emozionare ed emozionarci».

Per info: 0532.186 2055.

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