La Nuova Ferrara

La bellezza del territorio per un Lambrusco di valore

Riccardo Corazza
La bellezza del territorio per un Lambrusco di valore

La reggiana Venturini Baldini protagonista dal 2015 di un progetto di rilancio Alle varietà storiche si associano anche vitigni speciali come Spergola e Malbo

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Il rilancio della storica realtà Venturini Baldini di Roncolo di Quattro Castella, provincia di Reggio Emilia, cantina risalente agli sforzi di Carlo Venturini e Beatrice Baldini, che la fondarono nel 1976, è indubbiamente un balsamo prezioso per tutto il movimento regionale. La splendida tenuta, château da 100 ettari, di cui 32 vitati, tutti in conduzione biologica, ospita anche uno splendido relais, il Roncolo 1888, di cui è appena stata completata la ristrutturazione, un elegantissimo ristorante, ospitato all’interno di un’ex limonaia, una villa del XVI secolo e un’acetaia del ’700, tra le più antiche della provincia di Reggio Emilia. Il complesso è di proprietà dal 2015 della famiglia Prestia, che ha dato vita a un appassionato progetto di rilancio, con l’obiettivo di valorizzare il Lambrusco Reggiano, certo, ma non solo. Varietà storiche come Marani, Maestri, Montericco, Salamino, Grasparossa sono infatti associate a vitigni territoriali preziosi, come la Spergola, per non dimenticare l’ambizioso progetto riguardante il Malbo Gentile, per una volta non sacrificato in taglio ma proposto in purezza, con l’importante raffinatezza ormai raggiunta sulla realizzazione del Metodo Classico, in cui un territorio sorprendentemente vocato (i vigneti sono collocati sulla costa tra Roncolo e Salvarano, terreni a grande concentrazione calcarea, che caricano i vini di ph e acidità) conferisce a Pinot, Nero e Meunier, e Chardonnay, caratteristiche uniche.

PROVINCIA FORTE

Ma la realtà è che tutto il movimento reggiano sta vivendo una stagione gloriosa, processo omogeneo che coinvolge tutti i produttori, imperniato sull’evoluzione del concetto di attenzione: alla qualità e alla filiera innanzitutto, poi alla volontà di ottenere uve sane, che crescano in un ambiente di biodiversità, in un sistema dove coltivare in regime bio è obiettivo comune. Il resto la fa la cura del particolare, dove da sempre risiede la chiave del successo. Vendemmie esclusivamente manuali, poi ogni uva che segue il suo percorso, a seconda dell’utilizzo che se ne vuole fare. Ne esce una linea di etichette davvero variegata e di grande interesse, dove la cifra di eleganza e pulizia di tutte le bollicine, Lambruschi, Metodi Classici, Ancestrali, si associa mirabilmente alle sperimentazioni sui vini fermi, davvero ragguardevoli. Intorno, ovviamente protagonista assoluto della narrazione, il territorio incantato delle colline Matildiche, avamposto reggiano nella provincia di Parma e soprattutto luogo di insospettabile, ma abbacinante, bellezza.

Riccardo Corazza

(4, continua)

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